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Barriere architettoniche e assenza marciapiedi, Piazzolla: «Nel quartiere Stadio pedoni senza diritti»

Il sottovia pedonale che collega via Verdi con via Falcone è una barriera architettonica mai superata, con tante scale e nessuno scivolo da entrambi i capi. Ma anche quello che nascerà attraverso il prolungamento del sottopasso di stazione, almeno nell'immediatezza del suo utilizzo, rischia di esserlo altrettanto. Fino a quando, magari, non sarà servito da un terzo ascensore di stazione o da apposite rampe di discesa.

Fra un'opera che già esiste da decenni ed una prossima alla realizzazione, nelle aree del prospicienti la stazione ferroviaria i pedoni appaiono sempre meno protetti e tutelati. E di questo parla Vito Piazzolla, ex presidente del comitato di quartiere Stadio, che rivolge un appello all'amministrazione comunale affinché pianifichi interventi finalizzati alla sicurezza di chi va a piedi.

Piazzolla, richiamando la Carta europea dei diritti del pedone, approvata nel 1988, la cita nella parte in cui premette che «il pedone ha diritto a vivere in un ambiente sano e a godere liberamente dello spazio pubblico nelle adeguate condizioni di sicurezza, per la propria salute fisica e psicologica».

Ed allora, dando atto del fatto che si sia in presenza un documento che è un punto di riferimento internazionale per i diritti dei pedoni, Piazzolla si chiede pubblicamente «cosa è stato fatto nella nostra città dal 1988 ad oggi? A  guardarsi intorno direi poco - ai auto risponde -. Eppure esiste uno strumento utilizzato, come la pianificazione triennale dei lavori pubblici, attraverso la quale è possibile prevedere la realizzazione di tutte quelle opere necessarie che permetterebbero al cittadino un uso sicuro del territorio. Invece cosi non è, e quindi da anni esistono percorsi gravemente pericolosi tali da mettere a rischio l’incolumità del cittadino. E a nulla sono valse le varie segnalazioni trasmesse alle istituzioni».

La prima segnalazione riguarda via del Ponte romano, «lungo la quale manca i marciapiedi ed una qualsivoglia segnaletica sia verticale, sia orizzontale - denuncia Piazzolla -. Ed ancora l’incrocio tra via Togliatti, via Di Vittorio e via Monte d'Alba (senza marciapiedi e neanche una rotatoria, eppure prossimo al complesso parrocchiale di San Magno, ndr), quello fra via di Francia, via Togliatti, il passaggio a livello e via Verdi. Consideriamo pure le strade e i tanti marciapiedi dissestati - aggiunge -, sui quali sono allocati pali di segnaletica che ne impediscono l’uso a tutti i cittadini, poiché la larghezza non consente il passaggio dei diversamente abili in carrozzina».

Da qui il richiamo al passaggio pedonale fra via Verdi e via Falcone, considerato «discriminante, mentre invece dovrebbe rappresentare uno dei passaggi pedonali utilizzabili durante i lavori di soppressione del passaggio a livello e realizzazione di un sottovia carrabile e pedonale. Le istituzioni dovrebbero rendersi conto che, prima di tutto, bisogna cercare di mantenere e manutenere l’esistente - ammonisce Piazzolla -, per impedire che il degrado la faccia da padrone, cosi da permettere al cittadino di vivere in sicurezza il proprio territorio. La speranza - conclude - è che il governo cittadino, preposto alla difesa della pubblica incolumità, ponga rimedio a questi problemi nei giusti tempi».


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