Dopo circa un mese e mezzo Salvatore Annacondia è passato dal carcere agli arresti domiciliari su istanza, accolta, del suo difensore Gabriele Cofanelli. Era stato arrestato a fine settembre a Civitanova Marche con l’accusa di estorsione, e quindi ristretto nel carcere di Macerata.
Il 67enne pluripregiudicato tranese avrebbe minacciato un imprenditore e la sua famiglia di morte se non gli avesse pagato il pizzo.
La vittima dell’estorsione si era così rivolta alla Polizia, che gli aveva consigliato di fingere di acconsentire al ricatto così da appostarsi nel luogo in cui sarebbe dovuta avvenire la consegna del denaro, in quel di Civitanova Marche: al momento dell'incontro Annacondia trovava non solo l’imprenditore, ma anche i poliziotti.
Secondo la tesi fornita da Annacondia e dal suo difensore, l'avvocato Gabriele Cofanelli, non si sarebbe trattato di una estorsione, ma di un prestito ad un cliente del ristorante di sua figlia. «I soldi - ha detto l'indagato - mi sono stati offerti da una persona per aiutarmi e lui ha fatto da tramite».
In realtà Annacondia non avrebbe rivelato il nome della terza persona da lui evocata e questa, insieme con altre circostanze poco chiare, avevano indotto il Gip a trattenere l'indagato in carcere.
Nella prospettazione accusatoria si parla di un credito vantato da Annacondia di 10.000 euro. A giugno 2023 il versamento dei primi 2.000, con bonifico per «anticipo pranzo aziendale di ferragosto». A gennaio Annacondia avrebbe pesantemente minacciato il suo creditore di morte, pretendendo il versamento della somma in un'unica soluzione e non più a rate come inizialmente pianificato. Poi avrebbero convenuto l'appuntamento del 28 settembre per la consegna di 5.000 euro. Ma sul posto c'erano anche gli agenti.
