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Rubriche storiche: Felice Cavallotti e piazza Marinai d’Italia

“TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA”

PIAZZALE MARINAI D’ITALIA

COLLOCAZIONE: tratto presente tra viale de Gemmis, via Tevere e Lungomare Francesco Paolo Mongelli. Già denominata “Piazzale Lido di Colonna”.

STORIA:

Trani non avrebbe potuto tirarsi indietro nell’intitolare una via, un largo o una piazza alla gente di mare. Così, sotto l’amministrazione comunale con a capo il Sindaco Giuseppe Di Marzio, nel 1991, il piazzale definito “di Colonna” riceve una nuova denominazione: Piazzale Marinai d’Italia. Il motivo è prettamente storico, data l’ultracentenaria vita di mare che vede Trani essere la città che promulga il primo codice marittimo nel lontano 1064: gli Statuti Marittimi.

ANEDDOTI

A.N.M.I.: esattamente cinquant’anni addietro è fondata a Trani l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Gli intenti dell’insieme di soci è quello di poter sensibilizzare all’ affezione del “mondo del mare”, passione e vocazione di molti uomini e donne locali. La sede estiva è situata al civico n. 158 del Lungomare Cristoforo Colombo. Le iniziative si addentrano in tempi culturali e sociali che fanno dell’A.N.M.I. (sezione di Trani) una bella realtà che anima la zona di Colonna attraverso le serate animate.  Per di più, i tranesi sono affezionati a tale realtà per via del bel mare che di lì consente delle bracciate assai suggestive.

  • La Lampara: durante la “ricostruzione della Penisola”, Trani vede un susseguirsi di amministrazioni che attuano un notevole slancio turistico-economico. Dal 1952 al 1957, il Sindaco l’Avv. Francesco Paolo Mongelli (Partito Socialdemocratico Italiano) da valorizzazione alla zona cosiddetta “di Colonna”. Questo avviene inaugurando il locale notturno “La Lampara”, nel 1954. Il suddetto diviene il locale per eccellenza della movida tranese e non degli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo. Ricordiamo alcuni ospiti: Mina, Paolo Villaggio, Giorgio Gaber, Fred Buongusto, Johnny Dorelli, Lucio Battisti, Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Gino Paoli. Ad oggi, pur festeggiando i settant’anni dall’apertura di quel locale divenuto storico e assai famoso, si constata che esso risulta un luogo abbandonato dal 2018.
  • BIBLIOGRAFIA

    Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, Regione Puglia, 2003, pp. 107-108;
    Il Giornale di Trani (web) – “Trani festeggia i sessant’anni della Lampara. Oggi la presentazione degli eventi e di una mostra di immagini storiche esclusive”, 8 novembre 2014.

    “UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”

    “…il 19 novembre 2024, crolla la lapide dedicata a Felice Cavallotti. Perderemo un pezzo della memoria storica della nostra Citta?”

  • STORICO
  • Felice Cavallotti, figura centrale dell’Italia post-unitaria, nasce a Milano nel 1842. Uomo di cultura e politico appassionato, Cavallotti si distingue per il suo impegno in difesa della libertà, della giustizia e della moralità pubblica. Tra i tanti episodi che caratterizzano la sua vita, uno riguarda il suo legame speciale con la città di Trani, che lo accoglie calorosamente nel 1893.

  • ANEDDOTI

  • L'accoglienza a Trani: È il 5 dicembre del 1893 quando Cavallotti arriva a Trani, ospite dell’avvocato Raffaele Cotugno, eminente figura del Foro tranese e suo grande amico. La città lo accoglie come un eroe: al Teatro Comunale, illuminato a festa, viene messa in scena la sua commedia “Agatodèmon”, un’opera che riflette la sua sensibilità artistica e i suoi ideali. La serata è un trionfo, con applausi scroscianti e un pubblico entusiasta che vede in Cavallotti non solo un politico, ma un simbolo di cultura e passione civile.
    L’indomani, un pranzo all’Albergo Italia riunisce intellettuali e personalità di spicco della città, come Gaetano Quercia e Cataldo Malcangi. I brindisi si susseguono, ma è Cavallotti a catturare l’attenzione di tutti con un discorso vibrante che celebra Trani come esempio di vitalità culturale e ospitalità. Tra i vari momenti conviviali, Cavallotti si lascia conquistare dal celebre moscato di Trani, che definisce "nettare paradisiaco", un simbolo del calore e della generosità del popolo tranese.
  • L'eredità di Cavallotti: Cinque anni dopo, nel 1898, Cavallotti muore tragicamente in un duello con Felice Macola, segnando la fine di una vita spesa per gli ideali di libertà e giustizia. Trani non dimentica il suo illustre ospite. Nel 1902, il Comune decide di onorarlo con una lapide commemorativa posta in Via Mario Pagano, sulla facciata della casa che lo ha accolto durante la sua visita.
  • La lapide, dettata da Giovanni Bovio e realizzata da Ettore Ferrari, reca un’iscrizione che celebra Cavallotti come "Tribuno della Libertà", ricordando il suo impegno per la giustizia e il progresso. Le parole scolpite evocano non solo il suo passaggio a Trani, ma anche il suo messaggio universale: quello di combattere per i diritti e la dignità del popolo. La lapide diventa così un luogo di memoria, un richiamo per i tranesi a non dimenticare chi ha dedicato la propria vita alla difesa della libertà.

    Il crollo della lapide ci ricorda quanto sia importante custodire i luoghi della memoria. Felice Cavallotti non è solo un ricordo del passato, ma un simbolo di impegno e di amore per la libertà, capace di ispirare le nuove generazioni. Trani ha il dovere di non lasciare che questa memoria svanisca, restituendo a Cavallotti l’omaggio che merita e preservando i segni tangibili della nostra storia.

    BIBLIOGRAFIA

    Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, n. 5, 1976, XVIII, pp. 5-7

    Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti


    Notizie del giorno

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