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Piazza Gradenigo, Branà (M5s): «Ha deciso un altro agronomo». Ferrante: «Scelte ponderate per una vera riqualificazione»

Il futuro di piazza Gradenigo con particolare riferimento al progetto di riqualificazione della parte prossima alla chiesa di Sant'Agostino. Se ne è parlato ieri in consiglio comunale, grazie alle due interrogazioni in merito proposte dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Vito Branà, cui ha risposto il vice sindaco Fabrizio Ferrante.

Interrogazione Branà

Per quale ragione è stato modificato il progetto vincitore del concorso che, rispetto alla proposta vincitrice del concorso stesso, oggi prevede la sostituzione integrale delle alberature esistenti?

Il progetto ha tenuto conto della possibile presenza delle mura federiciane demolite nell'Ottocento, i cui resti potrebbero ancora trovarsi sotto la quota della pavimentazione della piazza, e ne è prevista la valorizzazione? Ciò potrebbe essere eventualmente integrato effettuando dei saggi preventivi.

Per quale ragione l'importo dei lavori ha subito un tale incremento e quale quota parte di detto incremento è attribuibile alla scelta di sradicare tutti i pini della piazza?

La relazione dell'agronomo scelto dei progettisti è stata confermata dall'agronomo nominato dal Comune di Trani? Nella relazione del dirigente Ingegner Puzziferri, datata 25 ottobre 2024, si riferisce che l'abbattimento è giustificato da valutazioni agronomiche e di tipo progettuale, architettonico, storico e di garanzia di durata dell'intervento. Si deve presumere che gli alberi esistenti siano stati tutti sottoposti a prova di stabilità, per giungere alla conclusione che gli stessi non garantiscono la durata dell'intervento. Diversamente, sembrerebbe che progettare qualcosa di architettonicamente nuovo, moderno, sia più importante che preservare. Spetta al Comune tutelare il patrimonio arboreo, soprattutto quello storicizzato, e in tal senso dovrebbe procedere alle verifiche sopraindicate tanto più che ha assunto un agronomo in pianta stabile non sarebbe stato più opportuno aspettare l'arrivo dell'agronomo comunale prima di decidere di accettare la relazione dei progettisti. La nuova piantumazione di alberi adulti, come prescritta dalla Sopridentenza, sarà eseguita affiancando ai progettisti un architetto paesaggista trattandosi di piazza storica.

Risposta Ferrante

Questo è un procedimento che nasce parecchi anni fa, tra il 2018 e il 2019, quando proprio su spinta degli ordini professionali ci fu chiesto di mettere in campo una sorta di concorso di progettazione che poi ha anche subito delle criticità dal punto di vista giudiziario, che si sono risolte e quindi abbiamo avuto il soggetto vincitore del concorso per la progettazione.

In pratica cosa è successo? C'è stata una prima idea, contenuta in uno studio essenzialmente preliminare, di fattibilità, in cui tante questioni non vengono approfondite, una sorta di progettazione di massima. Poi pian piano si scende nella progettazione di dettaglio e quindi si cominciano a fare i saggi, le verifiche, si comincia ad entrare nel vivo del progetto. Allora è logico che un costo che tu avevi preventivato di 10 diventa 15 o 20, quindi l'innalzamento fisiologico per ogni tipo di progettazione è stato questo. A questo innalzamento fisiologico, quindi quando passi da una progettualità di massima ad una progettualità di dettaglio, si accompagnano anche fattori di carattere storico innegabili, a cominciare dall'innalzamento dei prezzi dovuto alla pandemia. E poi la guerra, attualmente ancora in atto, che ha determinato un ulteriore rincaro delle materie prime. Poi c'è stato anche un innalzamento dei costi anche di progettazione e quindi siamo partiti da un importo di massima, che prevedeva alcune cifre, e siamo arrivati ad un importo complessivo di quasi 900 mila euro tra progettazione e lavori. Quanto incide la scelta della sostituzione integrale delle alberature? Per circa 130-140 mila euro, che è la quota destinata in progettazione per la sostituzione degli alberi e per gli arredi.

Per quanto riguarda la presenza di mura federiciane, posso garantire che innanzitutto la progettazione prevede un intervento molto superficiale, quindi non si va ad intaccare teoricamente quello che c'è sotto. Verranno sbancate le radici degli alberi, però non si andrà in profondità. Durante l'esecuzione dei lavori ci sarà la sorveglianza archeologica e, nel momento in cui si verificasse qualche criticità, questa verrà immediatamente segnalata agli organi competenti per valutare sistematicamente, passo dopo passo, se la procedura può andare avanti.

Per quanto riguarda l'agronomo, noi abbiamo appaltato proprio la progettazione, tra cui anche lo studio agronomico, quindi chiamare in causa l'agronomo del Comune di Trani sarebbe stata una duplicazione di intervento, tra l'altro anche impropria. Quindi la scelta è stata essenzialmente demandata allo studio di progettazione, che si compone anche dell'intervento dell'agronomo. In questi giorni stiamo aspettando il deposito del progetto esecutivo e con quello poi andremo in gara.

Sono sostanzialmente due le tipologie di albero presenti, il pino di Aleppo e il pino domestico. Nelle condizioni naturali, è vero, possono arrivare a età elevate, ma non in condizioni urbane, che non sono condizioni naturali perché il pino non è una pianta urbana, in condizioni così critiche e compromesse, dove è presente la pavimentazione sulle radici, dove sono presenti agenti atmosferici inquinanti, continui, dove sono presenti anche le altre piante che vanno in contrasto, soprattutto con le piante giovani.

Se ci fate caso, ci sono alcune piante giovani su quella piazza, che sono cresciute tutte storte perché dominate dalle piante diciamo più alte e sviluppate. Quelle sono compromissioni ovviamente dalla crescita che determinano un'aspettativa di vita sicuramente inferiore rispetto al dato che ci dà Wikipedia per l'ambiente naturale dei pini. Quindi questa è una valutazione che gli agronomi fanno, anche in prospettiva, su tutto il verde della città.

I dati ci dicono che oggi siamo arrivati in un momento in cui dobbiamo cominciare a sostituire il verde, a metterne di altro perché se non cominciamo questa attività rischiamo che in prospettiva, in futuro, le prossime generazioni possano trovarsi in periodi di particolare criticità da questo punto di vista, con luoghi completamente privi di alberi proprio perché la loro aspettativa di vita praticamente sta arrivando verso la fine. E questa valutazione sulla sostituzione in un passaggio della perizia è molto chiara e non riguarda solo piazza Gradenigo, ma il verde in generale.

Altra criticità. Nel 2006 quella piazza, secondo me con un atto assolutamente scriteriato, fu adibita anche a parcheggio per un'estate: la pressione delle auto su quella piazza hanno dato il colpo di grazia, l'hanno ammazzata.

Ed ancora. Ci sono alcune radici agganciate, intrappolate a quelle parti residue di cemento che sono ancora presenti sulla piazza. Quindi le attività di sbancamento e demolizione della piazza potrebbero compromettere anche le radici che vengono oggi definite sane, che fanno parte dell'apparato radicale di un albero sano.

Tante variabili che sono state considerate nella perizia agronomica e quindi si è optato per una scelta di riqualificazione, perché non dimentichiamoci che riqualificare significa qualificare meglio, quindi rendere quella piazza un luogo effettivo di incontro. Tant'è che l'intervento di riqualificazione, in una sua parte essenziale, prevede una fontana che richiami quella storica.

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