Con un pizzico di sorriso ho letto le dichiarazioni e gli articoli di stampa inerenti l'ubicazione della sede provinciale dell'Archivio di Stato.
Con tanta amarezza ho assistito all'arte della strumentalizzazione politica, dello scaricare le responsabilità su altri, della menzogna e della bugia.
Con massima amarezza ho assistito allo scempio che qualcuno ha fatto della propria carica istituzionale, quando ha parlato in consiglio comunale di «castronerie» addebitabili al sottoscritto.
Io ritengo che si debba distinguere fra castronerie presunte e castronerie certe, e alludo al vice sindaco Ferrante, che in consiglio comunale ha voluto leggere, secondo suoi criteri, le dichiarazioni del senatore Dario Damiani dicendo che avrebbe scelto lui, avrebbe portato lui la decisione che la sede dell'Archivio di Stato sia a Barletta e non a Trani.
Allora io invito il vice sindaco Ferrante a leggere bene gli articoli di stampa, le dichiarazioni, a leggere bene le carte e non dire bugie.
Arriviamo alla questione. Il senatore Dario Damiani ha soltanto detto a chiare linee, nella sua dichiarazione a mezzo stampa, che la scelta della sede della sezione dell'archivio di Stato è stata già presa fra gli organi deputati a prenderla, che sono quelli della conferenza permanente provinciale.
Ad essa fa riferimento il Ministero della Cultura quando in due note, quella del dicembre 2021 e quella del novembre 2023, richiama appunto questi verbali della conferenza provinciale permanente, dove infatti nel giugno 2024, nell'ennesima riunione di tale conferenza permanente, un delegato da parte del sindaco Bottaro, l'assessore Laurora, ha dato la possibilità che si vada incontro a quella che è stata la proposta di sede a Barletta e non a Trani, come invece da statuto della provincia Barletta-Andria-Trani, che riconosce a Trani il suo ruolo di polo culturale e giuridico della Bat.
Detto questo, ho saputo che il 2 dicembre il sindaco Bottaro ha inviato una nota al Ministero della Cultura in cui fa tutta la cronistoria e ribadisce in maniera inequivocabile quello che è stato poi deciso dal consiglio comunale dell'aprile 2022, e cioè che la sede deve essere a Trani.
Giacché il sindaco Bottaro in questa nota ha anche ribadito che è stato travisato, che è stato malinteso il suo atteggiamento durante quella famosa riunione della conferenza provinciale permanente di ottobre 2021, manco ratificata con un verbale certo, io invito adesso formalmente il sindaco a chiedere la convocazione urgente di una nuova conferenza provinciale permanente dove, in maniera inequivocabile, venga fuori quello che è stato deciso dal consiglio comunale dell'aprile 2022 e si ribadiscano in maniera inequivocabile dignità e ruolo che Trani deve avere in questa provincia: sede culturale e giuridica.
Pasquale De Toma, capogruppo Forza Italia
