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Rubriche storiche: via san Gervasio e la «Giornata della fede»

UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI

il 18 dicembre 1935 anche a Trani è celebrata la Giornata della ‘Fede’

Il 18 dicembre 1935 in Italia è celebrata una giornata particolare. È denominata “della ‘Fede’”. La stessa, però non ha nulla a che fare con un credo religioso. La Società delle Nazioni, per via dell’aggressione compiuta dall’Italia nei riguardi dell’Etiopia, sanziona la Penisola. Nella giornata cosiddetta “della Fede” gli sposi sono tenuti a consegnare le proprie fedi nuziali. In risposta al gesto, lo Stato consegna loro anelli privi di valore. L’iniziativa ha origine spontanea ma subito si trasforma in una imposizione data dal Fascio. Il Partito Fascista, infatti, sfrutta l’occasione per compiere una vera e propria propaganda politica. Si sensibilizzano le famiglie, le scuole, le associazioni stimolando la popolazione nazionale a compiere un vero e proprio sposalizio tra società e stato. La Chiesa soccombe e molti prelati sono travolti dall’onda d’urto arrivando a compiere gesti estremi come la fusione di oggetti sacri di valore e persino di campane in bronzo. Mons. Tardini denunzia la situazione sottolineando quanto il clero stia divenendo vigliacco e propenso alla situazione bellica. Questo appoggio comune favorisce solamente un aumento degli attacchi di guerra nei riguardi della indifesa Etiopia.

ANEDDOTI

La Giornata a Trani: la Giornata in oggetto, indetta dalla Regina Elena, è organizzata anche a Trani, ai piedi del Monumento ai Caduti presso la Villa Comunale. È Podestà Antonio Bassi e segretario del fascio Nicola Colonello. Oltre questo evento, dal novembre al natale ’35, la Segretaria del Fascio di Trani incoraggia i tranesi alla consegna di oggetti. In totale, si contano ben 2425 fedi e 100 quintali di rottami di ferro. Inoltre, i giudici e i funzionari del Tribunale tranese raccolgono 210 grammi di oro e 421 di argento e consegnano, alla Segreteria del Fascio di Combattimento di Trani, una lettera di protesta contro le inique sanzioni inflitte ai dissidenti.

Regina Elena a Trani: la Regina, la stessa che ha incoraggiato a vivere la ‘Giornata della Fede’, si reca a Trani dopo alcuni anni per un momento dolorosissimo locale. Il 18 settembre 1943, cinquantaquattro tranesi vengono arrestati per mano nazista a seguito della morte di cinque tedeschi ma vengono liberati grazie all’intervento tempestivo del Podestà Pappolla, aiutato dall’Arcivescovo Petronelli. In ringraziamento, presso la chiesa dei SS. Agnese e Paolo (s. Chiara dal 1987), Mons. Petronelli celebra un solenne pontificale di ringraziamento per lo scampo avvenuto. Alla cerimonia, oltre al Podestà e al Segretario Pappolla, sono presenti la Regina Elena e il Duca di Genova. Entrambi sono accolti in chiesa dall’Arcivescovo, assistito dal Capitolo Metropolitano, dalle autorità massime civili e militari. All’uscita sono salutati dalla popolazione con un grande applauso.

BIBLIOGRAFIA

Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1963, V, n. 15, p. 246; 1985, XXVII, n.6, pp. 14 e 25
Treccani (sito web) – “Ottant'anni fa l'oro alla Patria”, 17/12/2015, Lucia Ceci

Per la realizzazione di questa rubrica, si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.

“TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA”

VIA SAN GERVASIO

COLLOCAZIONE: tratto sito dal civico n. 31 di Piazza della Repubblica sino all’incrocio con via Merano.

STORIA:

Via San Gervasio, nuova o vecchia? La storia di questa via è assai particolare. La suddetta, sino all’incrocio con Corso M.R. Imbriani vede costruzioni ottocentesche che formano la Trani cosiddetta antica.  Procedendo verso sud, vi è l’evidente novità: i condomìni. Infatti, dagli anni ’60 in poi dello scorso secolo, molte imprese hanno provveduto all’edificazione di nuovi e moderni (almeno per quegli anni) fabbricati che hanno dato la popolare denominazione di “via San Gervasio nuova”. Tra le tante ditte si ricordano la “de Camelis e Martinelli” e “Valente”. Dalle abitazioni antiche a quelle più nuove ha fatto scaturire il desiderio di cambiamento per molte famiglie note in città. Tra le tante spiccano alcune conosciute in città: la Perrone-Capano (avvocato e promotore dell’eccellente reparto di rianimazione dell’ospedale civico locale), Barile (proprietario del famoso negozio di giocattoli in Via Ognissanti) e Stella (fornitore di gasolio per impianti condominiali). Via San Gervasio è ancora oggi un quartiere ricercato per potervici risiedere e vi è un evidente cambio generazionale dato da famiglie giovani che, col passare degli anni, sentono di scegliere di abitarlo e farlo proprio.

ANEDDOTI

  • Chiesa dei Gervasio e Protasio: l’origine vera e propria della denominazione della strada presa in analisi è data dalla presenza di una chiesa intitolata ai compatroni di Milano: i Santi Gervasio e Protasio. Entrambi sono pagani e si convertono al cristianesimo grazie a Caio, vescovo di Milano, oggi santo. Persino i loro genitori vivono la conversione di fede. Tutta la famiglia viene umiliata, torturata ed uccisa. Protasio muore a seguito di decapitazione; Gervasio a colpi di flagello. Il luogo di culto tranese persiste sino al 1846, nei pressi dell’attuale incrocio della via in oggetto con Piazza della Repubblica. Poi, a seguito della demolizione della “Porta di Bisceglie” anch’esso è raso al suolo. La denominazione diventa un ricordo attuale di questo antico tempio religioso.
  • Fiera di San Nicola Pellegrino: di tale fiera se ne parla in un documento stilato da Manfredi, reggente di Corradino di Svevia, del 1256 ove viene concessa l’esenzione di ogni diritto fiscale durante l’evento. Qui viene riportato il verbo “consueverunt” facendo intendere che la fiera è assai più antica in confronto al documento stesso. Essa è svolta negli otto giorni antecedenti alla festa del patrono, dal 25 maggio al 1 giugno, presso il luogo dei Santi Gervasio e Protasio (attuale piazza della Repubblica, incrocio con la via omonima). Successivamente, con l’Arcivescovo Jacopo Tura Scottini (1352-1378), è trasferita e praticata presso il Duomo. Fino al 1423 il “mastromercato” della fiera era rappresentato dallo stesso Arcivescovo di Trani.
  • BIBLIOGRAFIA

    Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, p. 157;

    Giuseppe Amorese – “Le cento chiese di Trani”, Capone editore, 1992, p. 46;
    Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 5, p. 96;

    Per la realizzazione di questa rubrica, si desidera esprimere un sentito ringraziamento al sig. Saverio Cortellino.

    Rubriche a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti


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