La Lampara potrebbe finalmente riaprire. È la notizia che si aspettava proprio alla fine del 70mo anniversario dall'inaugurazione dello storico dancing di viale de Gemmis, chiuso dal 2018. La certezza è che alla scadenza della seconda gara per l'affidamento in locazione dell'immobile comunale, che segnò la storia della «dolce vita», è pervenuta un'offerta dopo che la prima gara era andata deserta.
Che ci fosse almeno un imprenditore interessato a scommettere sul bene lo si era compreso dal fatto che la data di chiusura del bando era stata posticipata di un mese per consentire sopralluoghi che erano stati richiesti da alcuni operatori interessati: uno di essi ha formalizzato un'offerta.
La commissione giudicatrice sarà presieduta dal dirigente dell'Area urbanistica, Andrea Ricchiuti, e completato dalla omologa dell'Area finanziaria, Loredana Napolitano, insieme con l'architetto Patrizia Memeo, dell'Area patrimonio. A loro il compito di valutare regolarità e congruità dell'offerta che, se dovesse essere aggiudicata, determinerebbe l'affidamento in locazione del bene.
Il canone annuo a base di gara è stato di 23.400 euro annui, con il suo scomputo totale per il primo e secondo anno della locazione, riduzione del 50% per il terzo e del 25% per il quarto. Durata proposta da un minimo di 10 ad un massimo di 25 anni. Anche questo secondo bando ha vietato la destinazione dell'immobile a discoteca, disco pub e similari, e pertanto ha obbligato l'offerente a rimuovere la struttura in ferro e vetro utilizzata fino al 2018 per il contenimento delle emissioni sonore all'esterno. Tutta l'area esterna deve restare scoperta ed essere adibita solo a verde, ed è obbligatoriamente richiesto il superamento delle barriere architettoniche di tipo fisico, sensoriale e cognitivo.
