Una croce che diventa ancora di salvezza per una comunità che vi si aggrappa in un mare mosso, governato però grazie alla speranza trasmessa dalla Croce ed alla pace simboleggiata nei colori delle persone che, sulla Croce, si fanno forza l'un l'altro e si abbracciano fraternamente.
È il senso che trasmette, a poche ore dall'apertura della Porta Santa, che segnerà l'inizio del nuovo Giubileo, il logo dell'anno Santo realizzato dal professionista tranese Giacomo Travisani.
Grafico pubblicitario, 53 anni, è lui l'autore del logo scelto da papa Francesco per il Giubileo da lui proclamato. L'indicazione dell'opera di Trevisani era avvenuta il 28 giugno 2022 e, da allora, il percorso si è perfezionato fino alla comparsa del bozzetto su tutto quello che sia ufficialmente accostabile all'anno Santo prossimo a partire.
Il disegno stilizzato di Travisani è stato scelto fra 294 provenienti da 213 città e 48 nazioni diverse. La giuria aveva valutato le proposte In forma anonima e sottoposto all'attenzione del Santo Padre le tre apparse migliori fra tutte: Francesco, come detto, ha scelto quella dell'autore tranese. Intorno al logo campeggia il motto del Giubileo 2025, “Peregrinantes in spem” (Pellegrini nella speranza).
Giacomo Travisani oggi sarà a San Pietro per l'apertura della Porta Santa, invitato di diritto dal Vaticano, ma non ha ancora la certezza di incontrare Papa Francesco: «È il mio grande desiderio, voglio tanto conoscerlo, ringraziarlo e regalargli un libricino in cui spiego il logo a 360 gradi, fra significato teologico e tanti aneddoti. Nello scritto ci tengo a precisare che è un sussidio al servizio dell'apostolato, per cui sarà gratuito durante gli incontri in cui andrò».
Vibrando nell'attesa di incontrare Francesco, Giacomo Travisani ha invece conosciuto l'arcivescovo di Trani, Mons. Leonardo D'Ascenzo, all'indomani dell'investitura del suo logo: «Fu una mattinata molto piacevole - ricorda -. Chiacchierammo, gli raccontai l'iter del concorso, della vincita e lui mi fece dono di una copia, in cornice, del logo che intanto aveva già posizionato sulla sua scrivania. Mi fece un grandissimo piacere».
