Un libro quasi anticipatorio di una emergenza, perché oggi siamo in emergenza idrica, ma che «nasce dalla curiosità del bambino che gioca con l'acqua e che oggi, adulto, approfondisce lo studio dell'acqua a livello prima globale e poi locale».
Così Dante Marmone, 50 anni di spettacolo soprattutto nel teatro comico con l'Anonima Gr, insieme con sua moglie Tiziana Schiavarelli, ed oggi autore di «Apluvia. Il senso dell'acqua» (140 pagine, Radici Future) presentato a Trani presso la Sala delle Muse, in corso Vittorio Emanuele 139.
«L'acqua dolce l'abbiamo in scarsa quantità a livello mondiale (5 per cento) - ha spiegato l'autore -, ma la Puglia si chiama così perché nasce priva di acqua pur galleggiando sull'acqua. Fu Camillo Rosalba il primo tecnico che progettò l'Acquedotto pugliese. Non fu creduto, ma Matteo Renato Imbriani sì e portò con successo la sua idea in Parlamento. Bari fu la prima città ad avere l'acqua e nel 1915 ci fu una manifestazione in piazza Umberto con grande concorso di popolo: all'improvviso esplose uno zampillo di 40 metri e per tutti fu grande meraviglia».
Acqua e persone, binomio imprenscindibile: «Le fontane diedero vita, certezze e diventarono luogo d'incontro: ne nacquero un costume diverso di vita e persino tanti amori».
Ma non tutto è roseo: «Purtroppo la cementificazione ha tolto il drenaggio al terreno riducendo e/o sopprimendo i corsi d'acqua e accrescendo il problema della desertificazione».
Gli interventi musicali di Maurizio Turturo ed Enzo Falco (medici musicisti, rispettivamente chitarra e voce e percussioni) hanno completato la piacevolezza della serata. Hanno fatto ascoltare Muito, di Caetano Veloso, Santa Lucia luntana (un classico della canzone napoletana) e Putesse essere allero, di Pino Daniele.
Numerosi gli interventi e contributi del pubblico: la nascita della Galleria Pavoncelli; l'amore e i libri di Vincenzo Caruso per l'Acquedotto pugliese; l'acqua di falda sempre più salmastra con le ricadute negative per le coltivazioni; i rischi di inondazione; le gallerie alluvionali da restaurare; le fontane chiuse; le aiuole che non zampillano. «Il mio è un libro di facilissima lettura che può aprire la curiosità per approfondire le conoscenze andando sulle opere specialistiche», ha concluso un soddisfatto Marmone, affiancato dalla moderatrice della serata, Mariella Medea Sivo.









