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Alberghiero, un boom lungo già dieci anni

Dieci anni fa tanti ragazzi tranesi facevano i pendolari con Molfetta, oggi vengono a Trani da più parti. Molfetta compresa. Un karma che sorride all’indirizzo alberghiero dell’Istituto d’istruzione secondaria superiore Aldo Moro, il glorioso tecnico commerciale che con l’alberghiero ha trovato un’autentica miniera.

Dieci anni di vita celebrati con una conferenza prima ed un pranzo poi nella sede di via Gran Bretagna, presenti le massime istituzioni del territorio, a cominciare dal Prefetto, Silvana D’Agostino. E dieci anni di dirigenza scolastica di Michele Buonvino: «Mi sono sentito come il padre dell'indirizzo alberghiero – racconta il preside - perché ho contribuito a svilupparlo. Le difficoltà iniziali non sono mancate, ma in breve tempo abbiamo creato nuove cucine, laboratori di sala e accoglienza turistica. E abbiamo, soprattutto, aumentato il numero di alunni da 500 a 800».

Inizio in salita, come dicevamo, per i tanti intoppi burocratici incontrati nel 2014 e che rallentarono la costruzione dei laboratori. «Però devo dire che nel giro di un anno avevamo già realizzato tutte le strutture necessarie a garantire un proficuo lavoro da parte degli studenti – ricorda Buonvino -. Oggi abbiamo tre cucine, due laboratori di sala e laboratori di accoglienza turistica. Inoltre abbiamo cablato tutto l'istituto e le aule sono fornite di digital board, ma questo ormai è necessario per approcciarsi all'insegnamento e all'apprendimento da parte degli studenti con metodologie didattiche nuove, più vicine al loro modo di essere».

L’alberghiero di Trani partì nel 2014 con 500 alunni, che si sommarono agli altrettanti degli altri indirizzi di studio. Quello dei 1000 alunni è stato il record, oggi l’istituto conta 800 alunni: è un numero sufficiente per gli spazi disponibili, o servono nuovi locali? «Gli spazi sono sufficienti – risponde il preside - ed abbiamo tutti gli ambienti necessari per una didattica proficua e collaborativa. Abbiamo recentemente realizzato tre laboratori di co-working in cui i ragazzi possono lavorare insieme al di là delle discipline. Abbiamo anche realizzato un'aula immersiva».

Eppure dieci anni fa, quando ancora l'indirizzo doveva nascere, era un pellegrinaggio a Molfetta. Adesso, invece, non solo quel pellegrinaggio si è arrestato ma si verifica al contrario. «Le maggiori provenienze sono soprattutto Andria, e poi Barletta e Bisceglie – fa sapere Buonvino -. E abbiamo anche un flusso di ritorno di ragazzi iscritti a Molfetta che al terzo anno e quattro anno, vengono qui da noi a Trani. Ci dicono che lì i laboratori partono in ritardo, mentre noi facciamo partire l'attività pratica subito, e questo è anche un motivo di successo della scuola».

L’alberghiero segue anche lo sviluppo sociale ed economico della città. Il glorioso Itc di un tempo era nato quando nel boom di comparti lavorativi, come il lapideo ed il manifatturiero, che rendevano necessarie nelle aziende figure di ragionieri e commercialisti. Oggi Trani ha un'economia basata proprio soprattutto su turismo e ristorazione, e dunque questo indirizzo appare quanto mai centrale per offrire subito sbocchi lavorativi: li dà? «Credo proprio di sì – risponde il dirigente scolastico -. Noi lo scorso anno abbiamo ideato, insieme con la rete degli alberghieri, un job day in cui abbiamo fatto incontrare le scuole alberghiere con i nostri ristoratori e gli alberghi. E devo dire che le offerte e proposte di lavoro erano superiori alla disponibilità dei ragazzi. E poi diversi ragazzi già lavorano durante il corso di studi qui, e questo è anche un problema perché poi spesso la mattina sono stanchi. Ma è il segnale che hanno voglia di cimentarsi subito in queste attività».

Dieci anni tutti a guida Buonvino, ma adesso la quiescenza è dietro l’angolo. Cosa accadrà? «Il prossimo anno compio 65 anni e ne ho 44 di contributi – fa sapere il preside -: vediamo se mi fanno rimanere o mi mandano a riposo. Resto a disposizione».


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