101 candeline erano difficili da trovare ed ancora più difficili da spegnere, e allora sulla torta campeggiano solo le tre cifre: uno, zero ed ancora uno. Così si festeggia il compleanno del signor Giovanni Musicco, uno dei tranesi più longevi.
Incontriamo il signor Giovanni (Giovannino per gli amici) nella residenza di gruppo appartamento per anziani co-housing in Corso Imbriani, dove vive serenamente da qualche mese insieme ad altri sei ospiti, anziani ma giovinetti rispetto a lui.
Diffidente all’inizio, il signor Musicco si apre poco a poco, snocciolando gli episodi della sua lunga vita: il padre Raffaele era titolare di un’attività lapidea, e la madre Nunzia è vissuta fino all’età di 102 anni.
L’episodio che ricorda con commozione è l’armistizio dell’8 settembre 1943: lui, arruolato da poco nell’Esercito Italiano e di stanza a Como, vuole raggiungere a tutti costi la sua famiglia a Trani, e, dopo un difficile viaggio in treno fino a Pescara, è costretto insieme agli amici Benedetto Ronchi e Mario Strippoli a camminare per diversi giorni fino a Trani, nascondendosi e sfuggendo carambolescamente alla ferocia nazista, giungendo stanco ed affamato ma salvo a Trani. Giovanni ricorda anche che al referendum del 2 giugno 1946 votò per la Monarchia, per fedeltà al Re.
Nella vita ha svolto la professione di consulente del lavoro, collaborando con le più importanti segherie di marmo di Trani, e spianando la strada ai suoi figli Raffaele (per gli amici Lucio) e Savino, oggi affermati Dottori commercialisti. Nel 1991 è rimasto vedovo con la scomparsa di sua moglie Donata, mentre dai due figli ha ottenuto ben 5 nipoti, due dei quali portano il suo nome.
Il signor Giovanni gode di ottima salute (ha un cerotto sulla testa dovuto ad un piccolo problema dermatologico), è un grande appassionato di sport, ed osserva da sempre una dieta ferrea, con tanto pesce e tanta verdura. Gli strascinati con le cime di rape sono il suo piatto preferito, ed ha come un’unica debolezza la passione per le acciughe. Si è sempre tenuto alla larga dal fumo e dagli alcolici, e questo sicuramente gli ha giovato. Alla domanda “qual è il segreto della sua longevità?” risponde convinto: “Bisogna vivere con semplicità e sapersi sempre accontentare”.
Giovanni nacque il 3 gennaio 1924, ma fu registrato all’anagrafe solo l’8 gennaio: può permettersi dunque di festeggiare in due giorni diversi. Tutti i tranesi gli porgono i migliori auguri, con buona pace dell’Inps.
Francesco Petrarota
