Si affaccia sulla scena il 2025 ed il Comune di Trani fa registrare una storica, prima volta: l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per la definizione di procedimenti istruttori degli uffici. Lo ha determinato il dirigente dell'Area urbanistica, demanio e ambiente, Andrea Ricchiuti, affidando alla società Edilsoft di Caponago, in provincia di Monza Brianza, il «Servizio di elaborazione di documenti tecnici per progetto di intelligenza artificiale».
Il costo del servizio è 610 euro, Iva inclusa, e pertanto non è l'impegno di spesa che fa notizia. Al contrario per la prima fa capolino, in maniera pienamente ufficiale e istituzionale, l'intelligenza artificiale per rendere più spediti gli iter di un ufficio fortemente oberato di lavoro.
Il settore in cui sarà utilizzato l'ausilio artificiale è quello dell'edilizia, definito «fortemente normato e regolamentato da un complesso sistema di leggi e norme in rapido e continuo aggiornamento - si legge nel provvedimento -. Quando si intraprendono lavori edilizi, sia che si tratti di una ristrutturazione, sia una nuova costruzione, è necessario confrontarsi con un complesso quadro normativo, norme che disciplinano ogni aspetto delle opere per garantire sicurezza efficienza energetica e rispetto dell'ambiente. La complessità normativa relativa agli interventi edilizi e la necessità di acquisire dati o atti che servono per la completezza di una pratica edilizia, o per la relativa verifica, spesso comportano per cittadini e tecnici una aggravamento dei tempi di presentazione e definizione delle pratiche».
Da qui l'opportunità di «dotarsi di strumenti che semplifichino e snelliscano le interlocuzioni fra pubblico e privato, ricorrendo alle nuove tecnologie di intelligenza artificiale, applicata alla documentazione tecnica, che consenta la divulgazione delle regole degli interventi edilizi mediante comprensione di testi complessi e ricerca di informazioni precise e puntuali».
Alla Edisoft, in particolare, saranno affidati tre documenti tecnici perché siano letti e compresi dall'intelligenza artificiale. E si tratterebbe di un primo passo verso un'espansione di tale servizio, «che rappresenterebbe - si legge ancora nel provvedimento - un valido punto di riferimento per architetti, ingegneri, geometri, imprese e privati cittadini e permetterebbe di risparmiare tempo e alleggerire il carico di lavoro quotidiano legato alla gestione delle richieste dei professionisti riguardanti leggi e regolamenti comunali in materia edilizia».
Tutto questo agli albori di un 2025 che farebbe segnare, con riferimento alla memoria del cronista, il trentesimo anniversario di un consiglio comunale in cui l'allora ingegnere capo dell'Ufficio tecnico, Giansalvatore Tafuro, si presentò nell'aula magna del De Amicis con due pesanti faldoni contenenti documenti e mappe del Piano regolatore generale del 1968, che l'amministrazione dell'epoca cominciò a valutare di sostituire con uno nuovo, che sarebbe arrivato nel 2009.
Oggi scene come quella sono affidate davvero alla storia, mentre invece la nuova frontiera sembra risiedere in quella nuova sigla (Ai) sempre più diffusa ed evidentemente affidabile, con buona pace dei puristi della vita amministrativa».
