Carissimo Presidente, non saranno poche fiamme a intaccare il tuo ricordo, il ricordo di una comunità civile che ha riconosciuto in quel luogo, pochi giorni fa, oggetto di un’azione deplorevole, il giusto riconoscimento alla tua memoria e soprattutto alla testimonianza per la passione sportiva e per l’impegno per i più giovani. Tu presidentissimo, che hai fatto parte di una schiera di uomini di questa città abituata solo a costruire per gli altri, e mai a distruggere, tu che hai chiarito a tanti di noi il valore della sconfitta ancor prima dell’esultanza della vittoria, che non ti sei mai fregiato di riconoscimenti e benemerenze riconosciute anche fuori dalla tua amatissima Trani.
Quel campo, quanti ricordi ci riporta alla memoria, le indimenticabili canicole estive, centro del calcio dei tranesi, numerose generazioni di giovani che hanno vestito i colori giallo-rossi della tua creatura Ursus Trani e delle tante altre società di calcio tranese con le quali vi erano epiche battaglie solo in campo e mai in altre sedi, dove l’unica ambizione era l’interesse generale. Quel rettangolo di gioco che da pochi anni si era rivestito di nuovi colori e che attendeva di avere un’intitolazione, giustamente attribuita alla tua figura e che rappresenterà una nuova rinascita per i valori dello sport Tranese, quelli che hai trasmesso con poche parole ma con tanti gesti!
Carissimo presidente, mi piaceva chiamarti così, ne andavo fiero, a noi piaceva guardare così il mondo senza troppe preoccupazioni del futuro, senza rimpiangere troppo le cose del passato, ma apprezzando il presente!
Lettera firmata
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Per conoscere la storia di Vincenzo Povia, si rimanda all'articolo che ne annunciò la morte quasi nove anni fa.
