Esattamente un anno fa entravo nel mondo di Amet con l’entusiasmo di chi, al primo incarico pubblico, voleva fare tutto quanto possibile per il bene dell’Azienda e dell’intera Città soprattutto nell’ottica del rinnovamento energetico.
I fatti storici tutti li conoscono ma, oggi, posso affermare che il “tempo è galantuomo”. Ero stato tacciato come un pazzo scappato dal maniconio. Oggi le dimissioni degli amministratori nominati dopo di me confermano il malessere esistente in questa società.
Ho colpito, allora, il sindaco come persona che potesse manovrare e decidere ogni decisione positiva per l’Amet. Oggi posso, ancora una volta, confermare che lo stesso è sotto scacco di politici che hanno potere di decidere se è bianco o nero, se è buono o cattivo non tenendo conto dei risultati che la città chiede.
Una mentalità che impoverisce la nostra città e la stessa Amet.
E’ trascorso un anno e i fatti all’interno dell’azienda non sono cambiati ma, anzi, si rallenta il processo di innovazione energetica della città, di programmazione del futuro dell’azienda in previsione della scadenza, nel 2030, della concessione della distribuzione della rete, di presa d’atto di attivare una politica di rilancio dei servizi pubblici.
Si corre al contrario da parte di chi già sta facendo la campagna elettorale per raggiungere il posto più in alto del palazzo di città.
Come si può, oggi, pensare a non rinnovare il contratto al dirigente del settore elettrico, nominato tramite concorso e non di fiducia, che nell’anno 2024 ha portato ottimi risultati nell’avanzamento dei lavori dei fondi ottenuti con il PNRR che permetteranno alla città di Trani una nuova cabina primaria e una nuova rete all’insegna di un futuro di un mondo che si surriscalda ogni anno che passa.
Si preferisce risparmiare sull’importo del compenso a questo dirigente ma si inserire una nuova figura all’interno dell’azienda (addetto stampa) per chissà quali informazioni e/o comunicazioni possa dare di una società che non cammina più.
Ma cosa ancora più assurda è che non si pensa che, un domani, se i lavori del PNRR non verranno ultimati i fondi stanziati andranno persi, che nel 2030 l’aggiudicatario della nuova concessione corrisponderà all’Amet un costo inferiore del valore della distribuzione incompleta.
E questo costituirà per gli amministratori attuali un danno erariale di non poco conto che non verranno coperti dalla compagnia di assicurazione in quanto superano il massimale pattuito e, soprattutto, saranno oggetto di inoperatività della stessa polizza in quanto la Corte dei Conti richiederà la motivazione di tali perdite economiche raffrontandole con l’utilità delle spese fatte nello stesso periodo.
Perché non considerate l’Amet come un potenziale per il rilancio della città piuttosto che merce di scambio??
Nell’anno 2024 le fonti rinnovabili hanno registrato il dato più alto di sempre di copertura della domanda, pari al 41,2% (rispetto al 37,1% del 2023). Il valore è in aumento grazie al contributo positivo, in particolare della produzione idroelettricae fotovoltaica. Secondo l’analisi di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2024 l’incremento di capacità in Italia è stato pari a 7.480 MW (Megawatt), valore superiore di 1.685 MW (+29%) rispetto al 2023. Al 31 dicembre in Italia si registrano 76,6 GW di potenza installata da fonti rinnovabili, di cui 37,1 GW di solare e 13 GW di eolico.
Mi chiedo la città di Trani, a parte quelle poche private, quanta fonte di energia rinnovabile ha prodotto?
Risposta: ZERO ASSOLUTO.
E con tutte le coperture dei fabbricati comunali e delle scuole non si pensa ad una comunità energetica che faccia risparmiare le ingenti somme che il Comune di Trani paga alle società di energia per il consumo della luce e del gas metano dei propri uffici!!
Assurdo.
Avv. Angelo Nigretti
