Il consiglio provinciale ha approvato stamani, all'unanimità, il previsto atto di indirizzo per esprimere ferma contrarietà all'insediamento del deposito nazionale di scorie nucleari nelle aree appulo-lucane, specificamente nelle zone denominate Ba 5, Ba-Mt 4 e Mt 5, che ricadono nel territorio del Parco nazionale dell'Alta Murgia o nelle sue immediate vicinanze.
Tutto è nato nel 2020, a seguito del nulla osta ricevuto dalla Sogin Spa, la società pubblica responsabile della gestione dei rifiuti radioattivi, per la pubblicazione del progetto preliminare del deposito nazionale, che mira a risolvere in modo definitivo la questione dei rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.
Alcune località in Puglia sono state identificate come potenzialmente adatte per ospitare il deposito, ma la delibera evidenzia numerosi elementi di criticità legati alle peculiarità del territorio, quali la sismicità, le caratteristiche geomorfologiche e la tutela ambientale e culturale.
La maggiore preoccupazione viene dall'interessamento del territorio di Genzano di Lucania, quasi al confine con Spinazzola e dunque strettamente connesso alla Bat: la località interessata è contrada Cacciapaglia.
La delibera del consiglio provinciale sottolinea quindi non solo le preoccupazioni per l'impatto ambientale e sanitario, ma anche l'incompatibilità di un simile insediamento con la vocazione del territorio, noto per la sua agricoltura di qualità e la sua ricchezza culturale.
