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Amianto da rimuovere, tre associazioni segnalano anche un sito di Stp

Le nostre associazioni da anni sono inascoltate e ignorate dagli amministratori pubblici locali, nonostante le sensibilizzazioni ai Comuni della nostra provincia e i frequenti comunicati sulla pericolosità dell’amianto e le gravi patologie che provoca.

A Trani, a dispetto delle rassicurazioni ottenute sull’assenza di rischi di contaminazione sulla Scuola secondaria Ettore Baldassarre, scopriamo da “La Gazzetta del Mezzogiorno” che dopo la nostra PEC del 19 settembre 2024, con la quale chiedevamo anche un accertamento attraverso un sopralluogo col referente dell’Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute, il Comune su iniziativa del dirigente dell’Area Lavori Pubblici ha affidato lavori di rimozione e di bonifica in quella scuola.

Intanto, non possiamo tacere sulla totale chiusura, ancora una volta, al dialogo e al confronto di questa amministrazione al punto di eseguire un accertamento “in loco” con Polizia Locale e ARPA PUGLIA sui luoghi segnalati escludendo le scriventi associazioni che ne avevano sollecitato lo svolgimento e richiesto la partecipazione.

Questo atteggiamento riporta alla mente la voluta nostra esclusione dalla verbalizzazione del sopralluogo da noi stessi richiesto ed eseguito con la nostra partecipazione, sul tetto del vecchio Supercinema “nello scorso decennio”.

Ciò detto vogliamo ora segnalare pubblicamente ai destinatari di questa lettera aperta il pessimo segnale che le Istituzioni lanciano, a proposito di tutela della salute dei cittadini, quando tollerano da anni la presenza di una copertura in cemento amianto, in pessimo stato di conservazione, di un capannone industriale a Trani in via Barletta in proprietà o altro titolo della società partecipata STP S.p.A. 

Che sia forse il motivo delle mancate ordinanze di rimozione, previste dalla legge e dal P.R.A., in città delle numerosissime coperture in cemento amianto gravemente ammalorato e prive di manutenzioni da anni nella zona industriale? Chiediamo come possono i numerosissimi proprietari dei capannoni delle zone industriali adeguarsi al dettato della Legge 257/92 se una società partecipata dal Comune e dalla Regione Puglia si sottrae a quegli obblighi?

Con quale serenità la ASL BAT e per essa il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPESAL) consente che in quei capannoni si svolgano attività lavorative?   

È noto, inoltre, che gli attuali eventi meteoclimatici estremi, sempre più frequenti, rappresentano un ulteriore e maggiore rischio, rispetto al passato, di dispersione fibre. Invitiamo, pertanto, ancora una volta i destinatari in indirizzo a volersi aprire ad un dialogo costruttivo per avviare un serio programma di censimento e bonifica di tutti i siti contaminati a Trani e nella Provincia. Una volta tanto cerchi la città di Trani di essere portabandiera di una lotta di civiltà che non può più tollerare ritardi.

I più piccoli di oggi, maggiormente esposti ai rischi di contaminazione, non possono rischiare di ammalarsi gravemente domani ancor giovani a causa della lunga latenza delle patologie che l’amianto provoca.    

Per Associazione Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS – Antonio Carrabba - Presidente - Associazione Esposti Amianto e Rischi per la salute - Antonio CARRABBA – Portavoce BAT - Codacons sede locale di Trani – Avv. Nicola ULISSE


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