La piattaforma galleggiante, a causa della rottura di un ormeggio e delle mareggiate, ha rischiato di danneggiare le imbarcazioni ormeggiate presso il pontile della Lega navale. Solo l'intervento della Guardia costiera ha evitato il peggio. Da due mesi è in vigore un'ordinanza che vieta la navigazione intorno alla piattaforma, a conferma della sua pericolosità.
Nonostante la società Cappelluti, di Molfetta, si sia aggiudicata la mini gara per la rimozione della piattaforma il 15 maggio 2024, offrendo 2.500 euro al Comune, e nonostante il Comune abbia comunicato alla Nuova Oceanus Orca (precedente interessata alla rimozione) che i lavori fossero iniziati a ottobre, la piattaforma è ancora presente nel porto.
Nel frattempo il Comune ha chiesto al comandante del "Templare", un catamarano in acciaio di proprietà della Nuova Oceanus Orca, di spostarlo a causa della vicinanza alla piattaforma pericolante. Questo appare quanto meno singolare, dato che la Oceanus si era offerta di rimuovere la piattaforma e che un'altra società si è aggiudicata il lavoro.
La situazione solleva diverse domande. Perché la piattaforma non è ancora stata rimossa nonostante l'aggiudicazione? Di chi sarebbe la responsabilità in caso di danni causati dalla piattaforma (considerando che la proprietà è passata alla società Cappelluti)? Esiste una polizza assicurativa a garanzia per eventuali danni? Se la società Cappelluti non interviene, non dovrebbe il Comune affidare il lavoro alla seconda classificata (Nuova Oceanus Orca) per motivi di pubblica incolumità?
La vicenda si inserisce nel contesto della prossima messa a gara per la riqualificazione del porto di Trani. Si teme che la questione della piattaforma sia stata sottovalutata nonostante i pericoli evidenti.
