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Approvato il bilancio dei «piccoli passi». Tari non aumenta

Il consiglio comunale ha approvato con 22 fonti favorevoli e un contrario (Cozzoli, di Fratelli d'Italia) il bilancio di previsione annuale e pluriennale 2025-2027.

«I PICCOLI PASSI»

Lo ha presentato con una breve relazione l'assessore alle finanze, Luca Lignola, evidenziando «la politica dei piccoli passi che porta sicuramente a dare una sicurezza al nostro bilancio. Noi stiamo agendo veramente in maniera prudenziale, non toccando accantonamenti e fondi. Al contrario, abbiamo attuato una politica di razionalizzazione della spesa, grazie soprattutto ad un forte coordinamento tra gli uffici dell'Area 2 e gli altri. In particolare, abbiamo ridotto notevolmente le spese per le utenze ed anche quelle relative al personale. È una politica dei piccoli passi che continua a dare i suoi frutti».

MANOVRA DA 185 MILIONI

Da una sommaria lettura della manovra, emergerebbe anche dell'altro. Mutui che si riducono, avanzo di amministrazione che va puntualmente a rinforzare il fondo vincolato, armonizzazione fra entrate e uscite nonostante i piccoli, ma costanti aumenti del costo della gestione dei rifiuti e, conseguentemente, della Tari.

È una manovra da poco meno di 185 milioni di euro quella che l'assemblea elettiva ha approvato ieri, già al primo mese dell'anno, così che si possa subito spendere senza il ricorso ai dodicesimi portando avanti un bilancio dinamico e da aggiornare progressivamente con le necessarie variazioni, da apportarsi nel corso del 2025.

FONDO VINCOLATO

Fra i due quadri relativi ad entrate e uscite emerge anche la possibilità di destinare al fondo pluriennale vincolato l'avanzo di amministrazione di 2.120.000 euro. Il fondo pluriennale vincolato è un saldo finanziario originato da risorse accertate in anni precedenti, ma destinate a finanziare obbligazioni passive che diventeranno esigibili solo in esercizi successivi a quello in cui era sorto l'originario finanziamento.

Proprio grazie al costante incremento del fondo pluriennale vincolato il Comune di Trani è progressivamente uscito dai problemi che aveva incontrato l'amministrazione Bottaro all'atto del suo insediamento nel 2015, con l'ente quasi sull'orlo del dissesto finanziario.

Oggi Palazzo di città può contare su un bilancio sufficientemente equilibrato e, come detto, senza applicare il risultato di amministrazione per casistiche che non fossero riconducibili all'impiego delle quote accantonate o vincolate dello stesso avanzo.

ENTRATE E USCITE

Più nel dettaglio, le entrate arriveranno prevalentemente dalle seguenti voci: Imu 2025; canone unico patrimoniale per l'occupazione del suolo pubblico, l'esposizione pubblicitaria e le pubbliche affissioni; canone mercatale; servizi pubblici a domanda individuale di carattere sportivo e culturale; refezione nelle scuole dell'infanzia e primarie; tariffe di ormeggio della darsena comunale. La maggior parte di queste tasse e tributi confermano i numeri del 2024.

Sul fronte delle uscite l'autorità regionale ha nuovamente innalzato il costo del piano finanziario per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, ma Trani non aumenterà la Tari anche grazie ad importanti economie realizzate da Amiu nell'espletamento del servizio. Difficile, però, prevedere uno sconto: per pagare meno servirò la tariffa puntuale che ancora manca.

MUTUI IN CALO

Interessante notare come, alla voce «indebitamento» il Comune di Trani sia quasi vicino alla chiusura delle passività. Infatti, nell'anno in corso è previsto di rimborsare una somma di 700.000 euro fra mutui e altri finanziamenti a medio e lungo termine. Il debito residuo, a quel punto, sarà di 350.000 euro, esattamente la metà, che si potrà dunque terminare di liquidare nel 2026. Ma sopraggiungeranno altri mutui tra cui, in particolare, quelli previsti per l'acquisto dei teatri Impero e Supercinema e quello per l'installazione delle torri faro allo stadio Lapi.

IL DISSENSO

Emanuele Cozzoli (Fdi) nel suo intervento ha posto in risalto fondamentalmente «quanto questo bilancio manchi di una visione e si limiti alla gestione di una generica, ordinaria amministrazione». Inoltre ha anche posto in evidenza molte voci per le quali le poste di bilancio previste sono pari a zero, in maniera difforme rispetto al Documento unico di programmazione.


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