«C’è qualcosa di più assurdo dell’amore?»: in questo modo Cesare Pavese incomincia la lettera destinata alla sua amata Elena Scagliola.
Ormai dimenticate, le lettere d’amore sono sempre state una delle più grandi forme di espressione per dimostrare il proprio affetto, amore e devozione. Per questo motivo la fondazione S.E.C.A. ha deciso di dedicare una mostra nel Polo Museale di Trani il giorno degli innamorati il 14 febbraio.
In questa esposizione è possibile osservare fotografie e lettere d’amore di grandi artisti italiani e internazionali, da Simone De Beauvoir e Jean-Paul Sartre a Gabriele D’annunzio e Eleonora Duse, e ancora Camillo Olivetti e Luisa Ravel, Federico Fellini e Giulietta Masina e tanti altri.
Nel meraviglioso viaggio dedicato all’amore, vengono percepite le varie sfumature di questo straordinario sentimento, come la passione carnale tra Salvador Dalì e Gala fino ad arrivare all’affetto puramente spirituale tra Scott e Zelda Fitzgerald, o la relazione “aperta” tra Frida Kahlo e Diego Rivera.
L’iniziativa evidenzia l’importanza del dono materiale, che può essere un biglietto, una lettera o una rosa, in un mondo governato da smartphone e social network in cui la superficialità prevale sulla profondità dei piccoli gesti.
Per immergersi ulteriormente nella percezione amorosa novecentesca, il visitatore ha avuto possibilità di scrivere una lettera attraverso l’utilizzo di una vera e propria macchina da scrivere, antico strumento ancora in grado di affascinare grandi e piccini.
Redazione del GIORNALE DI TRANI- ANNALISA BOCCI
L'intervista a Graziano Urbano (responsabile del Polo Museale diocesano e direttore del museo di storia ebraica Scola Grande).







