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Rubriche storiche: Via Caldarone e il Moscato di Trani

 UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI

il 20 febbraio 1973 il Sindaco Baldassarre annuncia che il Moscato è D.O.C.

  • STORICO:
  • Il Moscato di Trani è uno dei vini dolci più pregiati della Puglia, prodotto principalmente con Moscato Reale, un vitigno aromatico che trova nel territorio di Trani e nelle zone circostanti un habitat ideale grazie al clima mediterraneo e ai terreni calcarei. Esistono due principali versioni: Dolce Naturale, più morbido e fruttato; Passito, ottenuto da uve appassite, più concentrato, intenso e complesso. Questo vino si abbina perfettamente ai dolci a base di mandorle e alla pasticceria secca. Con il Decreto del Presidente della Repubblica Antonio Segni del 12 luglio 1963, in Italia viene introdotto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.), attribuito ai vini tipici locali che rispettano determinati criteri di produzione. Tale denominazione garantisce maggiore valorizzazione ai vini italiani, sia a livello nazionale che internazionale. Per il Moscato di Trani, un gruppo di agricoltori guidato dal Gran Uff. Ing. Matteo Laurora si fa promotore di ottenere questa importante certificazione. Si avvia così quella che viene ricordata come la “Battaglia del Moscato di Trani”, una vera e propria lotta contro le pressioni di chi voleva associare il nome di Trani ad altri vini che nulla avevano a che vedere con la sua tradizione. Finalmente, nel 1973, il Moscato di Trani ottiene ufficialmente la Denominazione di Origine Controllata. Per celebrare l’evento, il sindaco dell’epoca, Avv. Nicola Baldassarre, fa affiggere in tutta la città manifesti che annunciano questa grande vittoria, destinata a far parlare ancora a lungo di un vino unico e inimitabile: il Moscato di Trani.

  • ANEDDOTI EDO E CICCIO:
  • Don Felice Botta:  Felice Botta, galantuomo d’altri tempi, è uno dei principali artefici della diffusione del Moscato di Trani in Italia e nel mondo. Fondatore dell’omonima azienda vinicola nel 1948, si specializza nella produzione e nell’imbottigliamento di questo storico vino da dessert. Nel 1950, incontra il dottor Mattia, direttore della Cantina Sperimentale di Barletta, il quale gli propone di avviare la produzione del Moscato a Trani. Inizialmente, utilizza solo piccole quantità di uva, ottenendo una produzione limitata. Dopo due anni di sperimentazioni, tra vinificazione e commercializzazione, amplia la produzione e consolida definitivamente la sua attività. Nel 1986 è tra i consiglieri costituenti del Consorzio del Moscato (assieme al dott. Franco Pastore, presidente per molti anni dello stesso). Viene a mancare il 17/03/2018.
  • Duja d’Or: Si tratta di un prestigioso riconoscimento assegnato ai vini di eccellenza, conferito nel 2000 al Moscato di Trani, a conferma della sua alta qualità e del suo valore nel panorama enologico nazionale. Un traguardo significativo che non solo premia la tradizione e l’impegno dei produttori locali, ma rappresenta anche un'importante opportunità di rilancio per questo amato vino. Il successo arriva in un momento particolarmente delicato per il Consorzio di Tutela, che si trova ad affrontare diverse difficoltà gestionali. Il premio, dunque, diventa un segnale di fiducia e rinnovato entusiasmo, rafforzando il prestigio del Moscato di Trani e stimolando nuove prospettive di crescita e promozione.
  • Sagra del Moscato: Visto il grande riscontro dei cosiddetti "Tranesi-Milanesi", nell'estate del 1986, il Consorzio Moscato di Trani organizza una vera e propria sagra, che si svolge il 14, 15 e 16 agosto presso lo Chalet della Villa Comunale. L'evento coinvolge non solo i viticoltori, ma anche agricoltori provenienti dalla regione e oltre, attratti dalla straordinaria qualità del vino locale. La Sagra del Moscato di Trani richiama migliaia di persone, che ancora oggi ricordano quelle giornate come un perfetto connubio di caldo estivo e sapori genuini.
  • BIBLIOGRAFIA

    Regione Puglia (sito web) – “Moscato di Trani DOP”, 9 giugno 2022Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1973, XV, n. 4, pp. 12-13; 1986, XXVIII, n. 3, p. 18 e n.4, p. 27
    Il Giornale di Trani (sito web) – “Al Moscato di Trani il "Duja d’Or"”, 10 settembre 2000; «L’ultima bottiglia» di don Felice Botta: portò ed esaltò il Moscato di Trani in tutto in mondo, 20 marzo 2018

    “ TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’ ”
    VIA PAOLO CALDARONE

    COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente dal civico n. 19 di via Margherita di Borgogna sino a via Nicola de Roggiero. Già intitolata via Molino.

    STORIA:
    Paolo Caldarone, seguendo le orme del compianto Giuseppe De Robertis (cfr. “Tra strade e storie…” del 23/12/2024), è annoverato tra i martiri della guerra. Nato a Trani nel 1912, viene chiamato alle armi in giovane età. Nel corso della sua carriera militare raggiunge il grado di tenente. Durante la Guerra d’Africa, il 5 giugno 1940, a Guado Leman - Malca Condurras (A.O.I.), si distingue per il suo eroismo. Come riportato nella motivazione della medaglia conferitagli: “Attaccato improvvisamente da una forte formazione ribelle, schierati i propri uomini presso il Comandante di Brigata, con questi resisteva per oltre quattro ore agli attacchi ripetuti del nemico, finché, sopraffatto dagli avversari, cadeva vicino al gagliardetto della Brigata, difeso fino all’ultimo respiro.” Per onorarne la memoria, l’11 novembre 1941, su iniziativa dell’Autorità comunale, rappresentata dal podestà Domenico Tolomeo, gli viene intitolata una via, a perenne ricordo di uno dei tanti martiri della Nazione. Il nome di Paolo Caldarone, purtroppo poco ricordato nella memoria collettiva, viene inoltre assegnato a una delle palazzine della Caserma tranese "Lolli Ghetti", in occasione di una solenne cerimonia svoltasi nel 1972. Si auspica che le amministrazioni e la comunità tutta continuino a onorarne il ricordo, affinché il coraggio di coloro che hanno sacrificato ingiustamente la propria vita per la Patria non venga mai dimenticato.

    ANEDDOTI EDO E CICCIO

  • Associazione Obiettivo Trani: L’Associazione Obiettivo Trani ha avuto sede, nel corso della sua esistenza, al civico n. 7 della strada in oggetto. Sin dal 1994, questa realtà ha contribuito alla crescita culturale della città, intrecciando storia, senso civico e tradizione religiosa, e svolgendo un ruolo fondamentale nella preservazione e promozione dell’identità di Trani. Dopo trent’anni di intensa attività, lo scorso anno l’associazione ha chiuso i battenti, lasciando alla comunità un’eredità preziosa, fatta di memoria e valori condivisi. Ai signori Franco Pagano, Nicola Fornelli e a tutti coloro che ne hanno fatto parte va un sincero ringraziamento per aver sempre creduto in una cultura profondamente radicata nella propria città d’origine.
  • Mulino: La precedente intitolazione toponomastica (via Molino) ricordava l’esistenza di una fabbrica attiva all’interno di un palazzo, situato al civico n. 75 di via de Roggiero. Fino agli inizi del ‘900, il palazzo ospitava un vero e proprio mulino, destinato alle attività di produzione. Attualmente, l’edificio ha subito un notevole rifacimento delle strutture esterne, che ha portato alla demolizione e, di conseguenza, alla perdita dello storico mulino.
  • BIBLIOGRAFIA
    Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, p. 46;
    Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1961, III, n. 2, p. 31

    Rubrica a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti


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