«E dire che il nostro paese, soprattutto il Sud, avrebbe bisogno come il pane di seri investimenti pubblici e spese bene indirizzate, per garantire maggiori servizi e opportunità ai cittadini!».
Il punto esclamativo con cui si conclude la frase è uno dei pochi segnali di emozione e coinvolgimento che Luigi de Magistris, nella sua narrazione tanto asettica quanto precisa, puntuale e profonda, manifesta nelle 160 pagine di «Poteri occulti. Dalla P2 alla criminalità costituzionale: il golpe perenne contro Costituzione e Democrazia», edito da Fazi.
L’esclamazione, che sembra suggerire soprattutto un moto di rabbia, è nel quinto capitolo del libro, dal titolo «Il denaro pubblico, cemento dei sistemi criminali».
Il volume è stato presentato ieri nel Palazzo delle arti Beltrani, in una serata introdotta dal sindaco, Amedeo Bottaro, e moderata dal nostro direttore responsabile, Nico Aurora, con la presenza dell’autore.
De Magistris, nella sua ricostruzione storica intrecciata sia con la carriera di magistrato, sia con il doppio mandato da sindaco di Napoli, traccia il quadro di un Paese apparentemente governato più di nascosto che alla luce del sole.
Ed allora l’autore, quella luce, prova ad accenderla su tanti fatti e personaggi del Paese come sembra suggerire persino la copertina stessa del libro, che pone una scrivania ed una poltrona al centro di un palcoscenico, in un possibile ribaltamento teatrale degli scenari: il pubblico dei cittadini al buio e i poteri occulti sotto i riflettori.
A corredo, l’intervista pre-evento e l’intera manifestazione, dal canale Youtube di Palazzo Beltrani.
