TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’
VICO PROF. FRANCESCO CAIATI
COLLOCAZIONE: tratto toponomastico che collega via Avv. Vittorio Malcangi, all'altezza del civico 183, con via Giacomo Matteotti. Nel tratto finale è presente una scalinata. Già denominata vico Bisceglie.
Il prof. Francesco Caiati nasce a Trani il 30 aprile 1927 e si distingue come docente di spicco attraverso il suo insegnamento presso il Liceo classico “De Sanctis”, trasmettendo alle generazioni l’amore verso la storia e la filosofia. Il suo, più che un lavoro, è una vera e propria vocazione all’insegnamento, che lo porta a instaurare con gli alunni un rapporto di fiducia e stima, abbattendo le distanze solitamente imposte dai ruoli. Scompare prematuramente nel 1991, lasciando nei suoi studenti un profondo dolore. Dopo anni di battaglie, nel 2016 l’Amministrazione Comunale gli dedica un tratto toponomastico, a perenne ricordo di un docente che ha lasciato un segno indelebile nella cultura condivisa e trasmessa con passione agli altri. La scelta del luogo non è casuale: proprio in vico Bisceglie, il professore risiedeva. Sulla targa apposta su una parete dell’ex vico Bisceglie è riportata l’intestazione: “Via Prof. Francesco Caiati, Filosofo e Mentore”, lo stesso titolo che i suoi ragazzi avevano voluto affiggere lungo la città anche sui manifesti funebri in sua memoria.
BIBLIOGRAFIA
Il Giornale di Trani (sito web) – “Sospesa la borsa di studio "Francesco Caiati". Si spera adesso nell’intitolazione di un toponimo”, 24 aprile 2009; “Benvenuto vico Caiati: installata e benedetta la targa toponomastica dell’ex vico Bisceglie”, 3 aprile 2017; “Oggi, nella biblioteca di Trani, iniziativa in ricordo del professor Franco Caiati”, 30 aprile 2017
“UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”
“…il 27 febbraio 1422, la regina Giovanna II restituisce all’Arcivescovo
la Giudecca e le decime della dogana…
Durante il dominio angioino nel Regno di Napoli, la condizione degli Ebrei peggiora notevolmente, con conversioni forzate e restrizioni. Sotto Carlo II, molti Ebrei si convertono al cristianesimo per ottenere l’esenzione dai pesanti tributi imposti alle loro comunità. Nel XV secolo, essi rappresentano circa il 15% della popolazione e acquisiscono un ruolo significativo nell’amministrazione cittadina, fino a costituire un terzo del Consiglio comunale sotto la nuova definizione di "mercanti". La loro importanza economica è riconosciuta dallo stesso Ferdinando d’Aragona, che apprezza il loro contributo finanziario. Nel XIV secolo, Alberigo da Barbiano, con la sua signoria su Trani, sottrae all'arcivescovado la riscossione dei tributi ebrei, mantenendone il controllo anche dopo la sua morte. Tuttavia, nel 1422, l’arcivescovo Francesco Carosio ottiene dalla regina Giovanna II di Napoli la restituzione dei diritti sulla Giudecca e sui cristiani novelli, riaffermando il dominio ecclesiastico su di loro.
- Diritti: Nonostante la conversione dei semiti, i cristiani novelli vivono diffidenze e vessazioni, vedendo i loro diritti limitati. Molti subiscono il saccheggiamento e la costrizione di rivelare i loro beni, in un clima di sospetto e repressione. Le autorità ecclesiastiche e politiche, pur approfittando delle loro risorse economiche, non si prodigano per una loro una piena integrazione sociale.
- Regno e Arcivescovado: l’Arcivescovo Francesco Carosio, sulla cattedra di Trani dal 1418 al 1427, pratica un notevole impegno all’investitura al regno da parte di Giovanna II. Per via del legame stretto col presule, la Regina è spinta ed incentivata a restituirgli la Giudecca tranese. Indi, i motivi essenziale sono dovuti ad un rapporto di reciproca stima, legati da una elezione reale che, forse senza l’intervento dell’arcivescovo tranese, non sarebbe mai arrivata.
BIBLIOGRAFIA
Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 2, p. 27
Guido Malcangi – “Il Tranesiere”, 1971, XXI, n. 5, pp. 5-13
Rubrica a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti
