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Via Marsala, pericolo rientrato: si torna a casa, ma c'è da mettere in sicurezza il fabbricato

A distanza di due mesi e mezzo dallo sgombero del 6 dicembre gli inquilini delle unità immobiliari del fabbricato di via Marsala, oggetto di ordinanza di inibizione all’uso per pericolo di crollo, potranno fare rientro nelle loro abitazioni.

Lo ha disposto il sindaco, Amedeo Bottaro, revocando parzialmente la sua stessa ordinanza del 12 dicembre scorso, limitatamente all’inibizione all'uso di tutte le unità immobiliari facenti parte del fabbricato.

Questa settimana, dunque, compatibilmente con i tempi di ciascuno per organizzare il contro trasloco, gli inquilini costretti a lasciare le loro case potranno finalmente rientrarvi.

Tutto nacque il pomeriggio del 6 dicembre scorso, a seguito di richiesta di intervento da parte di una cittadina sia presso i Vigili del fuoco, sia presso la Polizia locale: aveva notato la caduta di calcinacci dalla facciata laterale dell'edificio, prospiciente vico Macina, ed una crepa nella zona dalla quale quei frammenti si erano distaccati.

Giunti sul luogo, gli operatori verificavano anche la presenza di un'altra importante fessurazione lungo lo stesso lato dello stabile, determinando così il potenziale pericolo per la pubblica e privata in incolumità. Già nella tarda serata di quello stesso giorno tutte le famiglie venivano sistemate in strutture ricettive ed il 12 dicembre il sindaco dichiarò l'inagibilità dei locali fino alla loro messa in sicurezza, per eliminare il potenziale rischio di fare insorgere situazioni di pericolo per la pubblica incolumità.

Venerdì scorso, finalmente, Palazzo di città ha acquisito la relazione tecnica relativa ai lavori di messa in sicurezza, sottoscritta da tecnico abilitato. Nella stessa il professionista accerta che sussistono le condizioni per superare le criticità rilevate dai Vigili del Fuoco e riportate nella precedente ordinanza sindacale.

Resta però fermo il fatto che i proprietari delle unità immobiliari dovranno provvedere alla realizzazione dei lavori di consolidamento e manutenzione straordinaria dello stabile.

Da qui la revoca soltanto parziale dell'ordinanza, che permetterà loro di tornare a casa ma li obbliga ad attivarsi per la manutenzione straordinaria del fabbricato entro 120 giorni dalla notifica della nuova ordinanza.


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