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Gestione Beltrani, un solo candidato: uscente verso la conferma

Dalla società Made in Puglia all'associazione delle Arti: Palazzo Beltrani si appresta a cambiare per non cambiare. Infatti, il denominatore comune tra il gestore uscente e quello subentrante è il responsabile legale, Nicola Battaglia, che è anche il direttore artistico della struttura di proprietà comunale.
Ebbene, l'associazione delle Arti è stata l'unica a fare pervenire a Palazzo di città una proposta progettuale per l'avvio della fase di co-progettazione ai fini della gestione decennale del Palazzo delle arti di via Beltrani. Se ne dà atto nella determina con cui il dirigente dell'Area affari generali e servizi alle persone, Alessandro Attolico, ha nominato la commissione giudicatrice che dovrà accendere il semaforo verde sulla proposta presentata.
Ne sarà presidente lo stesso capo ripartizione, affiancato dalla collega della Seconda area, Loredana Napolitano, e dalla direttrice della biblioteca comunale Giovanni Bovio, Daniela Pellegrino. Segretario verbalizzante, Beatrice Mastropasqua, dipendente dell'Ufficio pubblica istruzione del Comune di Trani.
Made in Puglia ha concluso la sua esperienza lo scorso 18 gennaio, e nel frattempo «si è voluto individuare un nuovo modello gestionale del Palazzo delle arti Beltrani - chiarisce il provvedimento -, con l'obiettivo di perseguire l'interesse pubblico attraverso la valorizzazione del complesso museale e garantendo al contempo l'efficienza e sostenibilità della gestione. L'amministrazione comunale - prosegue il dirigente - ha ritenuto necessario ricorrere, in considerazione della utilità culturale e sociale del palazzo, ad una modalità di gestione basata "sulla convergenza di obiettivi e aggregazione di risorse pubbliche e private per la programmazione e progettazione in comune di servizi e interventi diretti ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, coesione e protezione sociale, secondo una sfera relazionale che si colloca al di là del mero scambio utilitaristico"». E questa, doppiamente virgolettata, è la citazione di una sentenza della Corte costituzionale, la numero 131 del 2020.
L'avviso pubblico circa l'avvio del percorso di co-progettazione era finalizzato non solo alla ricezione di proposte, ma anche osservazioni entro 30 giorni dalla data di pubblicazione: non ne sono pervenute. E questo conferma di uno scenario sempre più consolidato: a parole, o sui social sono sempre più diffuse le critiche sommarie alla conduzione di beni pubblici ma poi, quando arriva il momento di metterci la faccia, tutti si voltano dall'altra parte. E per fortuna c'è ancora qualcuno che crede ancora nel ruolo trainante della cultura, quale strumento che dovrebbe anche invertire questa tendenza a restare sempre nell'ombra.
Nel momento in cui la commissione giudicatrice avrà messo nero su bianco, l'associazione delle Arti potrà, a tutti gli effetti, essere il soggetto deputato alla programmazione delle attività di Palazzo Beltrani. E questo dovrà venire quanto prima, poiché la stagione artistica dello scorso anno è iniziata a marzo e terminata a novembre: pertanto è da presupporre che l'operatore abbia in ghiaccio tutta una serie di attività che vanno «scongelate».
Di certo, tutto questo non potrà avvenire se non con una sostanziale compartecipazione del Comune di Trani alle spese da sostenere, ed è proprio quello cui mira la co-progettazione. E, per ciascuno dei dieci anni, l'amministrazione comunale è già pronta ad impegnare 80.000 euro di co-finanziamento nella gestione del bene, uno zoccolo duro importante.


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