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Lotta alla ludopatia, la formazione delle sale sarà di Confesercenti

Lotta alla ludopatia senza quartiere, con riflettori puntati non solo su chi gioca, ma anche su chi vende il prodotto. Il Comune di Trani vuole rafforzare l'azione di contrasto al gioco patologico e, per farlo, si servirà dell'apporto della Cat imprese nord baresi, di fatto la Confesercenti provinciale che ha sede a Trani. Lo si evince da una delibera di giunta che prevede di istituire un corso di formazione degli operatori economici sui rischi del gioco patologico, approvando il programma formativo presentato dall'associazione dei commercianti.

«LUDOPATIA MERITA ATTENZIONE»

Secondo l'esecutivo, «nell'ambito degli interventi di contrasto alla ludopatia meritano particolare attenzione quelli finalizzati ad istituire appositi corsi informativi sui rischi del gioco patologico a favore del personale operante nelle sale gioco, al fine di prevenire e contrastare le dipendenze da gioco, diffondere e divulgare l'utilizzo responsabile del denaro attraverso attività di educazione, informazione e sensibilizzazione, nonché rafforzare la cultura del gioco misurato contrastando, prevenendo e riducendo il rischio della dipendenza da gioco».

La Regione Puglia, con una legge del 2013 aggiornata nel 2019, ha stabilito che i gestori dei centri scommesse e spazi per il gioco con vincita in denaro, nonché tutto il personale che vi opera, sono tenuti a frequentare, con cadenza biennale, corsi di formazione organizzati su base provinciale dalle Asl o altri soggetti individuati con apposito provvedimento regionale.

IL PROGETTO

Fra questi le associazioni di categoria, fra le quali rientra Confesercenti, che ha subito comunicato al Suap di Trani la disponibilità ad organizzare un corso di contrasto alla ludopatia autorizzato ed approvato dalla Asl Bt lo scorso 10 gennaio 2024.

Obiettivo, non solo «prevenire le sanzioni derivanti dalla mancata osservanza del dettato normativo regionale da parte dei gestori, ma anche rispondere a logiche di prevenzione del fenomeno della ludopatia degli avventori delle sale da gioco».

Il corso è denominato «di formazione per gestori e personale operante nelle sale giochi e nei locali con apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito». Ha una durata complessiva di 12 ore e parte con un primo modulo, della durata di 4, su normativa di riferimento, licenza, requisiti soggettivi dell'esercente, attività complementari autorizzate.

Un successivo modulo di 4 ore chiarisce il profilo giuridico del preposto, la differenza tra questi e la dirigenza dell'azienda, l'allestimento della sala e l'installazione di apparecchi idonei al gioco lecito, tra requisiti e utilizzo, obblighi, divieti e sanzioni.

Il terzo e conclusivo modulo si occupa del rispetto del regolamento comunale, di quello di cui la sala deve essere dotata, di come vada adeguatamente gestita alla clientela. Si passa poi alla definizione caratteristica del gioco d'azzardo patologico, fra insorgenza e sviluppo del disturbo di dipendenza, indicatori di comportamenti patologici negli avventori, tecniche di comunicazione e approccio al cliente potenzialmente a rischio di ludopatia, regole basilari per una efficace collaborazione con le autorità in caso di visite ispettive.

SUL FRONTE GIOCATORI

La provincia Bat ha recentemente istituito e avviato il servizio Gap, gestito dall'Unità operativa complessa Serd della Asl Bt, diretta dal dottor Gianfranco Mansi, che si occupa di presa in carico di soggetti con sindrome da gioco d'azzardo patologico. Vi afferiscono pazienti con dipendenze più o meno gravi da gioco d'azzardo patologico.

Il Gap di Asl Bt, fortemente sostenuto dal direttore generale, Tiziana Dimatteo, è un servizio con accesso gratuito, libero e senza alcuna lista di attesa. I pazienti sono soprattutto uomini adulti, mentre mancano completamente le donne e pochissimi sono i giovani, sempre più fortemente immersi nel gioco online e che difficilmente ne escono.


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