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Da Statale a Zona 30: la «nuova» via Bisceglie fra ciclabile e sicurezza

Nel giro di 50 anni da Statale 16 a Zona 30. Accade per il tratto tranese della strada che collega la città con Bisceglie, declassificato da mezzo secolo da statale direttamente ad intercomunale, e progressivamente rimodulato come «strada del mare» con il costante abbassamento dei limiti di velocità.

CICLOVIA E ZONA 30

L’ancora più recente introduzione di una pista ciclabile ha determinato, come ultima e definitiva conseguenza a cascata, l'istituzione della Zona 30 da via Amalfi a via Carrara dei Monaci: manca solo l'ordinanza ufficiale ma la strada, lungo entrambe le corsie di marcia, è già delimitata da numerosissimi cartelli stradali che indicano il nuovo limite di velocità: si trovano in gran quantità lungo il cordolo della ciclovia ma si stanno installando, altrettanto numerosi, dall'altra parte della carreggiata.

La pista ciclabile oggi non è ancora conclusa: mancano il tratto da via Tevere a via Amalfi e da via Carrara dei Monaci a Ponte Lama Paterno. Dopo sono previsti i predetti lavori di completamento, che di fatto renderanno un percorso unico le due attuali, separate ciclabili di Trani e Bisceglie.

Peraltro, proprio a Bisceglie il limite di velocità è di 50 chilometri. Lì non esiste una zona 30, ma si va comunque molto piano anche perché il tratto da Bisceglie a Trani è caratterizzato da due rotatorie e tre semafori che, inevitabilmente, rallentano la circolazione.

PERCORSO GIÀ AVVIATO

La rivoluzione di Trani, però, è quella che più in questo momento colpisce. In molti continuano a chiamarla «statale», ma oggi siamo in presenza di una strada del litorale lungo la quale andare piano non sarà soltanto una esortazione, ma un obbligo non rispettando il quale si potrà incorrere in spiacevoli sanzioni.

Peraltro già oggi, ancora prima dell'istituzione ufficiale della Zona 30, lungo il tratto tranese della ex Statale 16 sono presenti i pannelli info velocità ed i velobox per sanzionare il superamento dei limiti. E durante l'estate è frequente il pattugliamento fisico della Polizia locale, con i relativi strumenti di controllo.

Di certo, il combinato disposto Strada del mare-Zona 30 permetterà a tantissimi pedoni di raggiungere in sicurezza le aree di balneazione adiacenti come Baia del gruccione, Seconda spiaggia e Matinelle. Prima, invece, fiumi di auto parcheggiate lungo il ciglio della strada e si rischiava di essere investiti semplicemente recandosi al mare.

QUESTIONE BUS

Altra questione interessante a breve, medio e lungo termine: cosa faranno Stp e Cotrap con i loro mezzi del trasporto pubblico provinciale e regionale? I bus passano in gran parte da lì, ma il rallentamento oggettivo che la Zona 30 determinerà apre il campo a due soluzioni: l’azienda chiederebbe alla Regione un immediato cambiamento di percorso, utilizzando la Statale 16 bis; in subordine rimodulerebbe gli orari calcolando un aumento di circa 7 minuti degli attuali tempi di percorrenza.

La soluzione finale, peraltro, potrebbe essere il mantenimento dello status quo, aspettando sia le gare per le concessioni del 2026, sia i lavori di messa in sicurezza e riqualificazione del Ponte Lama, già finanziati per 5 milioni di euro e che a quel punto dirotteranno sicuramente i bus sul percorso parallelo.

LA SICUREZZA

Con questa piccola, grande rivoluzione nel segno della sostenibilità e sicurezza, tragedie come quella della 14enne che Elisa Caressa, morta cadendo da uno scooter il 18 luglio 2022, si dovrebbero definitivamente consegnare alla storia senza più il rischio che si ripetano.

A proposito di rischio, però, non si può non tenere conto del fatto che la pavimentazione della pista ciclabile, sebbene da pochissimo terminata, non appare particolarmente performante. Inoltre molte uscite dalle residenze hanno una visuale zero nei confronti dei ciclisti, ed un impatto tra questi e i frontisti non sarebbero purtroppo da escludere. Infine, non esiste un marciapiede pedonale e questo determinerà la più che probabile invasione della pista ciclabile da parte dei pedoni stessi, circostanza già abituale lungo quella del lungomare Cristoforo Colombo».


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