«Il bilancio non può che essere di luci ed ombre, visto che parliamo di pubblica illuminazione». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, a due anni dal subentro di City green light nella gestione della pubblica illuminazione, che fino al 1mo marzo 2023 era stata appannaggio della ex municipalizzata Amet.
PRIMA E DOPO
L'avvento del nuovo concessionario ha decisamente sparigliato le carte, mostrando nette differenze tra il modo in cui la città era illuminata prima e quello in cui lo è adesso. Inevitabili le comparazioni fra le due epoche e, di conseguenza, le critiche nei confronti non tanto della società, quanto dell'amministrazione comunale, presunta rea di avere impoverito il patrimonio illuminotecnico della città rendendola più buia.
Peraltro, il percorso è stato più lento e complicato del previsto perché, per sostituire quasi 6000 corpi illuminanti, sta servendo molto più del solo anno inizialmente programmato. Inoltre, e soprattutto, il passaggio da un quasi totale sistema analogico a un totale sistema a led ha inevitabilmente mostrato differenze di campi visivi molto evidenti, tali da accentuare un sentimento di nostalgia per il recente passato e per la partecipata di piazza Plebiscito.
L'AUTOCRITICA
«Anche io mi aspettavo una maggiore velocità nel risolvere le problematiche soprattutto legate ai blackout che si sono verificati nella pubblica illuminazione - ammette Bottaro -, soprattutto in alcune zone della città e in particolar modo nel centro storico: si sono ripetuti con troppa frequenza, e questo ha dimostrato che non si è avuta prontezza nel risolvere definitivamente quelle criticità».
Il sindaco dà atto del fatto che «la nuova società ha ereditato una rete tutt'altro che efficientata, e quindi in pessime condizioni, ma obiettivamente mi aspettavo sicuramente una maggiore rapidità nel risolvere problemi che sicuramente sono stati ereditati ma che necessitavano di una risoluzione più rapida».
LA DIFESA
Fatte queste debite premesse, Bottaro inquadra il nuovo scenario con criteri, dal suo punto di vista, il più possibile oggettivi. «Sicuramente non sono tra coloro che addebitano alla società i problemi di scarsa illuminazione della città - spiega il primo cittadino -, seppure chiaramente evidenti in diversi luoghi. Questo perché, lo abbiamo sempre detto, l'appalto principale è di sostituzione ed efficientamento delle lampade, e non certo di aumento dei corpi illuminanti. Quello di aumentare i corpi illuminanti in realtà è la seconda fase, quella che stiamo attivando adesso, ed è quella della implementazione».
In altre parole, l'amministrazione comunale sapeva che la prima fase, anche se si fossero rispettati i tempi, sarebbe stata solo transitoria. E Bottaro fa l'esempio del calo di percezione visiva lungo alcuni corsi: «Passare dalle tante sfere, che illuminavano in maniera irregolare e illegittima ma comunque davano più luce alla città, ad sistema completamente diverso a norma, fatto non soltanto dei led ma con la luce dall'alto verso il basso, avrebbe comportato delle zone sicuramente buie e la necessità quindi di aumentare il numero dei corpi illuminanti».
«BOLLETTA LEGGERA, PIÙ LUCE»
I nuovi stanno arrivando e arriveranno con la seconda fase, «che già abbiamo avviato con le nuove luci nei parchi Tufare e Petrarota, ma anche e soprattutto nel pieno centro cittadino lungo corso Vittorio Emanuele, via Cavour e via Giovanni Bovio. La lentezza qui - spiega Bottaro - è dovuta alla necessità di scontare le autorizzazioni da parte della Sovrintendenza che ha manifestato talune legittime criticità rispetto a determinati corpi illuminanti».
Anche l'infrastruttura è da migliorare «e lo faremo soprattutto grazie al risparmio energetico di questi primi due anni, con il quale stiamo finanziando l'implementazione della pubblica illuminazione. Alla fine avremo un sistema di illuminazione a norma e che ben si sposi con la pubblica sicurezza - conclude Bottaro -, giacché strade meglio illuminate sono anche, conseguentemente, più sicure».
