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Rubriche storiche: via Lionelli e la notte dell’Addolorata

UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI

“…A Trani, nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo, è la notte della Madonna…”

L’antico culto all’Addolorata spinge la comunità cittadina a vivere una sorta di notte bianca all’insegna di una particolare devozione. Dalla chiesa di S. Teresa si muove un corteo sacro composto dagli iscritti all’Arciconfraternita dell’Addolorata e che termina con il simulacro della Madonna, di arte napoletana e vestito di stoffa. La processione, lungo il procedere vive alcune soste di adorazione eucaristica presso le realtà parrocchiali dinnanzi all’altare della reposizione, ove sono conservate le ostie consacrate. Più che una notte, quelle ore sembrano segnare un interminabile e lento cammino che conduce i tranesi a contemplare la morte di Gesù. Che si creda o meno, il collante tra il Giovedì e il Venerdì Santo è tipicamente vissuto in compagni di familiari e amici che sentono in cuore loro un’esigenza che, annualmente, si ripete. Una tradizione, probabilmente risalente all’invasione francese, riporta che il simulacro della Madonna sarebbe divenuto bottino di rappresaglia. Lo stesso, divenuto pesante quanto un macigno, sarebbe risultato inamovibile cosicché indurre gli invasori all’insistente desiderio di ruberia tanto da sfregiare il simulacro dal quale, secondo il racconto, sarebbero fuoriuscite delle lacrime poi divenute perle.

ANEDDOTI

  1. Immaginario locale: spesso si inciampa in alcune ritualità che risulterebbero più che liturgiche assai superstiziose. Si pensi alla, cosiddetta, visita delle chiese che sembrerebbe quasi un rito obbligatorio e svolto quasi per sola tradizione. Come specificato dalla liturgia, le tappe che si tengono desiderano riportare la popolazione davanti all’altare dove è presente il Ss. Sacramento. Invece, è solito che si creda di fare tappa davanti ad un sepolcro dove è presente un defunto, in questo caso Gesù. La tradizione si intreccia alle credenze, alle volte, infondate o legate all’immediata successione degli eventi della Passione.
  • Un legame miracoloso: oltre alla Vergine Addolorata, la Settimana Santa tranese è tipicamente segnata dal ricordo dell’ostia miracolosa. La sera del Giovedì, infatti, migliaia di persone si recano nella chiesetta sita in via Lagalante, già casetta della signora artefice del gesto insolito. Questo richiamo, oltre che ai piedi dell’effige in s. Teresa, è quello che riporta i tranesi e li incentra verso le proprie radici. Non c’è credente o curioso che non senta in cuor suo di svolgere la propria visita, di riscoprire ogni anno una storia tanto antica quando attuale che è all’origine della processione del Venerdì Santo sera (detta, dei Misteri). Il corteo passa da via Mario Pagano e in direzione della chiesetta sosta nell’angolo con via Lagalante. Tanti segni, tanta storia di una città che si riscopre e ri-appartiene a se stessa.
  • Ieri e oggi: nel corso del tempo le ritualità pasquali hanno subito alcune modifiche e, in altri casi, migliorie. La tipicità della processione notturna era la sosta lungo tutte le chiese del centro antico, comprese le più piccole come quella di S. Donato, perché in esse erano celebrate le funzioni del Giovedì e Venerdì Santo. Tra le caratteristiche d’inizio Settimana Santa, spuntano le classiche visite ai parenti tenute nella domenica delle Palme, giorno di penitenza ma allo stesso tempo di fervidi preparativi per i grandi giorni del Triduo Pasquale.
  • BIBLIOGRAFIA
    Giuseppe Curci –
    “Storia della chiesa di S. Teresa e culto dell’Addolorata a Trani”, Laurenziana Napoli, 1973, pp. 53-55

    Benedetto Ronchi – “Il Tranesiere”, 1978, XX, n. 2, pp. 9-15

    Arciconfraternita dell’Addolorata – Trani (dott. Mario Schiralli) – "50° Anniversario della Solenne Incoronazione della Vergine", 1998

    Raffaello Piracci – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 4, pp. 76-77

    Can. Salvatore Agostino Carlo M. Capozzi – “La reliquia eucaristica miracolosa che si conserva nel Duomo di Trani”, 1924.

    “ TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’ ”

    VIA LIONELLI

    COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente dal civico n. 24 di via G. Beltrani sino a via Maiorano (Castello). Già denominata Strada Madonna dei Sette Dolori.

    L’antica denominazione deriva da un’antica chiesetta sita al civico n. 24, ricordata da una epigrafe assai antica. La nuova intitolazione è dedicata a Lionello Falconario (curiosa è la dicitura della via: Lionelli, riportante la “i” finale), un nobile e facoltoso mercante di origini napoletane, proprietario del terreno ove, nel ‘600, è edificata la chiesa di San Giovanni, attuale parrocchia. Lungo la via, insiste Palazzo Palagano poi distrutto nel 1943 e riedificato ed è l’attuale sede dell’Agenzia delle Entrate.

    ANEDDOTI

    Chiesetta: al civico n. 24 insisteva un antico luogo di culto. A testimonianza dello stesso, è presente un architrave è riportata la dicitura: «Gemitus Matris tuae obiliviscaris/ecclesia c. 7» ovvero «Non dimenticare il pianto di tua Madre» (frase tratta dal libro degli Ecclesiaste – Qoelet, 7, 29). Molto presumibilmente il culto dei tranesi nei riguardi della Vergine, appunto, dei Sette Dolori (poi Addolorata) prenderebbe vita proprio da quel luogo per poi essere zelato in altri luoghi di culto cittadini. Tra i tanti, persino in Cattedrale si è celebrata la suddetta devozione per poi innestarsi presso la rettoria di S. Teresa, grazie all’Arciconfraternita della Ss. Addolorata.

    Clausura: il Lionello è sposato con Antonella Palagano. A seguito della morte del marito e dei relativi figli, la vedova è dedita alla cura del prossimo costituendo un ospedale, con l’ausilio delle sue amiche, assai dedite alla preghiera. La nascita di un gruppo spontaneo suscita interesse religioso, sin quando le donne sentono in cuor loro di essere riconosciute dalla Santa Sede. Il placet da Roma, in data 22 dicembre 1459 consente alle signore di erigere giuridicamente il Monastero di S. Giovanni Lionello, in memoria del marito.

    BIBLIOGRAFIA

  • Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, p. 100
  • Rubrica a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti


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