Oggi, l’effige della Madonna Addolorata è stata accolta nuovamente nella casa di reclusione femminile di Trani, rinnovando una tradizione dal profondo significato spirituale. L'evento offre alle detenute un’opportunità per riavvicinarsi alla fede, coltivando la speranza nella redenzione attraverso la preghiera alla Vergine Maria.
Racconta don Raffaele Sarno:« Carcere femminile di Trani, alcuni giorni addietro: entro in cucina dove, come cuoca, lavora I. Si sta avvicinando il venerdì santo, quando l’immagine della Vergine Addolorata farà la sua tradizionale sosta presso il nostro Istituto. Le chiedo se può preparare una preghiera, che sia quanto più autentica, espressione delle loro sofferenze e delle loro esperienze. Accetta subito, ma aggiunge: vogliamo anche cantare, quando la Madonna arriverà. Va bene, rispondo; ma rifiuto qualche proposta impraticabile. Aiutato da Enzo, che per anni qui ha svolto il suo ruolo di infermiere, prepariamo un paio di canti dedicati a Maria, ma è soprattutto lui a seguirle, quasi quotidianamente, ricevendo una risposta piena di entusiasmo.
Questa mattina l’Addolorata è arrivata, accolta da occhi lucidi e dal canto commosso delle signore detenute. Quando I. finalmente ha letto la sua preghiera, molti non sono riusciti a trattenere i singhiozzi; poi, ciascuna si è avvicinata all’immagine, per un bacio o una preghiera personale.
Quando l’Addolorata è uscita ed il portone si è richiuso, un applauso liberatorio ha sciolto finalmente la tensione che si era accumulata. Mi sono rivolto a tutte loro, ancora commosso: Siete state fantastiche!».
