“Ancora di fede domestica”: con questo messaggio la Fondazione Seca, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Trani Barletta Bisceglie, presenta al Polo Museale di Trani una mostra di antichi Crocifissi del Monastero di San Giovanni.
Molti anni fa, il Crocifisso era molto più di un semplice oggetto, infatti rappresentava sede di speranza nei periodi bui. Pregando, leggendo la Bibbia o semplicemente rivolgendosi a Dio le persone ritrovavano la speranza e la fede nella figura misericordiosa che è quella di Cristo.
Oggi, presi dalla frenesia della vita quotidiana, si tende a tralasciare l’importanza di questi piccoli gesti di fede, tuttavia il Crocifisso rimane un “rifugio immortale” nelle famiglie cristiane.
Questi undici “tesori ritrovati”, come vengono definiti dal direttore Graziano Urbano, fatti in argento, carta pesta e legno, partono dal XVII secolo fino ad arrivare al XIX. In questo periodo l’arte e la manifattura artigianale a Trani erano sviluppate e gloriose, volute soprattutto dalle monache di clausura le quali portavano grandi oggetti d’arte in città.
Nonostante le loro caratteristiche siano ben distinte, in ciascuno di questi manufatti traspare ugualmente il peso dei peccati dell’umanità portati da Gesù, assolti allargando le braccia in simbolo di perdono. Queste piccole opere d’arte fedeli ci permettono di capire come la crocifissione rappresenta ancora oggi una grande testimonianza d’amore: come un padre sempre pronto a proteggere i propri figli, nella stessa maniera Cristo si abbandona al suo destino pur di salvare la propria comunità.
Quest’iniziativa è fondamentale per la comunità tranese per mantenere integra la fede in questo periodo dell’anno molto sentito dalla cittadinanza.
A cura della redattrice Annalisa Bocci




