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Luna di Sabbia ospita questa domenica lo spettacolo di Marco Curci «Il caso Louise Labé»

Domenica 27 aprile ore 20:30 la libreria Luna di Sabbia Ubik in collaborazione con l’a.p.s. “Wonder.Il tempo delle domande” è lieta di ospitare lo spettacolo “Il caso Louise Labé” ideato e diretto dal giovane tranese Marco Curci e ispirato alla vita dell’intellettuale francese pressoché sconosciuta al grande pubblico, i cui sonetti sono stati tradotti da Raffaella Magliocca.

Ripercorriamo adesso i passi che hanno portato alla nascita di questa piece.

“Tutto nasce da una chiamata, assai inaspettata, di Raffaella, nel novembre 2024” inizia Marco Curci, curatore della regia, “Lei mi conosceva per il bel periodo di ‘colleganza’ presso l’UniTre. Mi spiega la sua idea, mi parla di Louise Labé; non la conoscevo affatto e mi ha sorpreso moltissimo.” Una figura insolita, poco nota in Italia, che Raffaella Magliocca ha evocato con una domanda decisiva: “Semplicemente un giorno mi sono chiesta: E le donne? Non hanno mai scritto poesie?” Saffo è il primo nome che è apparso nella mia libreria. Altri nomi, alcune poetesse italiane del Rinascimento... aristocratiche… religiose! E le donne comuni?”. Prosegue ancora: “Non mi sono fermata. Essendo francesista e, di conseguenza, amante spassionata della letteratura francese, mi ci sono tuffata nella ricerca di una donna-poeta nella storia della poesia. Ed ecco il nome di Louise Labé. Poetessa del Rinascimento, non aristocratica! Anche qui una foresta di biografie e studi mai tradotti in italiano! Ho letto i suoi versi d’amore in lingua originale e sono stata assorbita dall’intensità della sua passione amorosa.”

Marco aggiunge: “Insomma, una poetessa - o come ci piace dire, una donna-poeta, una poeta - dotata di una visione complessiva sul mondo, dalla classe sociale umile di suo padre cordiere (fornitore di cordame per la navigazione), al culto dei classici e di Petrarca del circolo letterario dell’École Lionnaise.” Ma la scelta decisiva per la messinscena risiede nei due temi fondamentali: uno, quello di “Poesia e verità”, richiamando Goethe, il secondo? “L’ironia. La Labé è dotata di un senso di ‘distanza dalle cose’ (l’eironeìa di Socrate) immediatamente connesso, però, a una costante possibilità di pieno coinvolgimento; se l’amore di un sonetto è passionale e pieno di eros, il successivo ci riderà su, giocando coi modelli intoccabili del suo tempo. Ancora di più nelle sue Elegie - nello spettacolo nella prima traduzione italiana di Raffaella Magliocca.”

L’evento ha come protagonista essenziale la produzione letteraria della Labé, appunto, nella traduzione – ora unica in Italia – dei Sonetti. “Nel 2017 la casa editrice Terra degli Ulivi ha dato voce al mio lavoro” dice Raffaella. “Recentemente, ho pensato di rendere più viva la presenza della donna Louise: una donna del XVI secolo è definita ora poetessa, ora cortigiana. E allora perché non sottoporla al giudizio di un pubblico-giuria, affidando allo spettatore la sentenza sulla donna Louise: poetessa o poetessa-cortigiana? Donna angelica o libidinosa? Ed ecco come nasce “Il Caso Louise Labé”.”

Come è nata, allora, la messinscena? “Un tavolo, due lampade da scrivania, qualche foglio qua e là, le Opere della Labé; in fondo basta davvero poco; al resto ci pensa il luogo, splendido e suggestivo, della Libreria Luna di Sabbia” dice Marco. “Ho voluto con me due amici molto cari, Priscilla Prescimone - già presente nel mio Ghilgamesh - e Michele Bellino, collega di studi attoriali, e poi Luca Agrusa, il più giovane di tutti, una mia piccola scommessa, e Marica Miccardi, dotata di un’ottima capacità di apprendere la variegata e complessa tecnica dell’Arte di dire la poesia”. A precedere lo spettacolo, infatti, ci sarà una lettura di otto sonetti, trasformati in poemetto, nella traduzione della drammaturga. Infine, Marco precisa: “Sempre presente è il rapporto vivo col pubblico, a pochi centimetri di distanza. Sarà una mia ossessione, ma abbiamo tremendamente bisogno di questo; si rischia di ‘vedere’ il boccascena come lo schermo di un televisore o di un cellulare. E allora un po’ di coraggio, di spregiudicatezza e di sfacciataggine necessaria a ogni attore, e guardiamo il pubblico negli occhi, gli stringiamo la mano, gli diciamo un prepotente e ostile “buonasera!”.”

Al termine dello spettacolo ci sarà un breve dibattito con il pubblico condotto dall’associazione Wonder.

Costo dello spettacolo 5,00 euro

Prenotazione obbligatoria tramite messaggio Whatsapp al numero 393-0493208

Apertura porta ore 20:15

Inizio spettacolo ore 20:30

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