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Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Rubriche storiche: Radio Bombo 47 e via Ettore Baldassarre

“UN GIORNO, UN ANNO: ALMANACCO DI TRANI”

…il 3 maggio 1978, nasce a Trani, una nuova radio: Radio Bombo. Da quarantasette anni un fondamentale portale di informazioni, e non solo…

BUON COMPLEANNO A RADIO BOMBO!

Il 3 maggio ’78, quattro giovani tranesi, decidono di fondare ufficialmente una nuova radio a Trani. Questi sono Pinuccio Garofalo, Natalino Pagano, Fabrizio Fabiano e Paolo Curci. L’idea nasce durante una serata passata assieme e, tra una chiacchiera ed un’altra, i ragazzi hanno in mente di mettere su un progetto nuovo per la propria città che funga da contenitore di informazioni, da condivisione e soprattutto che sia alternativo a tanti altri canali. Per distinguersi dalle altre radio locali, si prende spunto dalla canzone “Bomba non Bomba” di Venditti, assai trend in quegli anni. Così nasce “Radio Bombo”. Dal 1981 la Radio viene rilevata da Felice Valenziano, unendosi successivamente anche l’indimenticabile Nino Losito. Felice Valenziano ha iniziato la sua carriera giornalistica collaborando con “Il Tranesiere” del prof. Piracci; Nino Losito lo si ricorda come grande appassionato del calcio femminile. Oltre all’intrattenimento musicale, ampio spazio è riservato alla cronaca locale e alle realtá sportive tranesi, seguendole anche in trasferta (calcio, basket e pallavolo, maschile e femminile). Nel dicembre 1979, nasce “Bombonotizie” dando vita a una pubblicazione cartacea riguardante gli eventi sociali, politici, culturali, religiosi, e sportivi della città…un sunto dei “fatti” locali, con uscita nelle edicole ogni due settimane. L'attività iniziale dura un anno, fino al 1981, poi riprende nel 1992 sotto lo stesso nome, "Bombonotizie". Poco tempo dopo, cambia la sua denominazione diventando "Il Giornale di Trani".

Radio Bombo è un pezzo di storia, attuale, che continua a trasmettere alla città tutto ciò che le riguarda. Un vero pozzo senza fondo, per giovani e grandi, di una Trani che ha sete di sapere, attraverso la sana e corretta informazione.

Fondatori ed attuali gestori: tra i quattro fondatori vi sono dei sentimenti assai particolari, esternati durante un’intervista di qualche anno fa. Fabrizio Fabiano ha parlato molto di entusiasmo, di aiuto nel vivere meglio attraverso un impegno sociale costante; Pinuccio Garofalo si è soffermato su quanto la radio permetta di vederci lungo, oltre il proprio naso, in una vita più composta e regolare, specialmente nelle relazioni. Ed infine Felice Valenziano esterna che, fare sacrifici, anche spesso economici, ripaga in un’avventura che diviene sempre più costante, attuale che spinge a far sempre meglio.

La mascotte: come ogni realtà, anche Radio Bombo ha la necessita di ottenere un logo speciale, una simbologia che risalti agli occhi e che identifichi la realtà stessa. Così, viene in mente di realizzare una vera e propria mascotte. Viene chiesto al vignettista e pittore Tom Maltone, di realizzare un simbolo unico, proprio. L’autore sceglie un omino bianco, che ha un simpatico caschetto di capelli e con occhi e fronte, invece, coperti da una folta frangetta.   

BIBLIOGRAFIA

Il Giornale di Trani (web) – “La storia della radio”

Raffaello Piracci - “Il Tranesiere”, Anno XXII, N. 1, gennaio 1980, p. 19;

“ TRA STRADE E STORIE…PILLOLE DI TRANESITA’ ”

VIA ETTORE BALDASSARRE

COLLOCAZIONE: tratto toponomastico presente da via Mario Pagano (S. Andrea) sino all’ex Ospedaletto Pediatrico. Già “via Sant’Andrea”.

Ettore Baldassarre, a seguito di una brillante carriera di ufficiale, decede in forma eroica il 26 giugno 1942 a Marsa Matruck (Africa Orientale Italiana), mentre è al comando del XX Corpo d’Armata. Oltre che una via, al Generale è dedicata la Scuola Media Statale di Piazza Dante e la Sezione tranese dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (U.N.U.C.I.), al cui labaro è affissa la medaglia d’oro dell’Ufficiale. La sua missione militare è ricordata veramente come eroica per via della ferita inflitta e dello spirito caparbio nel non abbandonare il sito di guerra pur di salvare la missione.

ANEDDOTI

  • Motivo della decorazione: Con questa motivazione viene conferita la decorazione al nostro concittadino, in ricordo del suo gesto eroico che gli costa la vita per la patria: “Valente artigliere e tecnico insigne, già distintosi per capacità, impeto e sprezzo del pericolo in numerosi combattimenti. Quale comandante di una grande unità, contribuisce in modo decisivo alle vittorie riportate dalle nostre armi in dure e aspre battaglie. Per portare la sua parola incitatrice ai soldati, è sempre presente fra loro, anche nei punti più esposti. Durante la preparazione di un attacco, cade gravemente ferito in un bombardamento aereo e, nonostante la fortissima emorragia, consente di essere trasportato al posto di medicazione soltanto dopo aver impartito le disposizioni per il proseguimento dell’azione a chi lo avrebbe sostituito nel comando. Sottoposto a un lungo e doloroso intervento chirurgico, lo sopporta senza un lamento e muore pronunziando parole di fiducia e augurio per il felice esito della battaglia in corso.”
  • Chiesa S. Andrea: La Chiesa di Sant’Andrea viene eretta nell’XI secolo. In origine è dedicata a San Basilio e, molto probabilmente, viene affidata ai monaci di rito greco, detti basiliani. Nel 1644 l’intitolazione passa a Sant’Andrea, con l’inserimento nel luogo di culto della Confraternita di San Giuseppe, che ne gestisce il culto e le attività religiose (prima di passare nell’omonima Parrocchia). Oltre al titolare, la congrega venera e festeggia anche San Ciro, eremita. Da questo luogo sacro è attestato sin dal 1470 un episodio straordinario: una donna trafuga un’ostia consacrata e, tornata nella sua dimora, tenta di friggerla. Ma al contatto con l’olio bollente, la particola si trasforma in carne sanguinante. Dal 1981, nella chiesa è custodita una teca-reliquiario che conserva quella che è ritenuta la particola miracolosa.
  • In fondo alla via: chiude la via una cancellata che delimita il parco dell’ex Preventorio Antitubercolare (ora “Ospedaletto”), al cui interno si trova una nicchia con una statua di San Nicola Pellegrino. Infatti, proprio a lui era intitolato l’ex Ospedaletto Pediatrico, attivo dal 1966 al 1985. Questa statua, fino al 1963, è stata venerata a Colonna e per tanti anni ha rappresentato il cuore delle annuali feste patronali (per il tradizionale “imbarco” del sabato della Festa). Dal 1964, è stata sostituita da una nuova immagine, benedetta in quell’anno e realizzata dai maestri falegnami di Ortisei (BZ).
  • BIBLIOGRAFIA

    Benedetto Ronchi
    – “Il Tranesiere”, 1960, II, n. 4, pp. 75-76;

    Giuseppe Giusto – “Tante strade, tanta storia”, CRSEC Regione Puglia, 2003, p. 34

    Rubrica a cura di Alfredo Cavalieri e Francesco Squatriti


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