A dieci anni e mezzo dalla sospensione del 2014 (ed otto e mezzo dall'ordinanza sindacale di chiusura del 2016) si avvia concretamente il tombamento dei primi due lotti della discarica di Trani, ma con un aumento dei costi stimato in 1.6 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali.
L'incremento è dovuto a prescrizioni imposte dall'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della Regione Puglia, a cui il Comune ha dovuto attenersi. Il quadro economico complessivo per la chiusura definitiva dei lotti 1 e 2 in contrada Puro vecchio sale così a 9 milioni di euro, di cui 7.47 milioni per i lavori, affidati all'impresa Recupero ecologico inerti di Cavallino (Lecce) per 8.3 milioni.
La discarica era stata chiusa nel settembre 2014 per il rilascio di metalli pericolosi, evento inizialmente ipotizzato come disastro ambientale ma poi derubricato dal Tribunale a cedimento strutturale. Da allora sono seguiti interventi di messa in sicurezza in attesa della colmatura finale e della creazione di un bosco.
Resta aperta la questione del terzo lotto, riempito solo al 58.5% prima dello stop. Amiu ha sollecitato la Regione per reperire fondi e definire il materiale di riempimento (inerte o altro), con la decisione rimandata al 2025. Questo solleva interrogativi su un possibile ritorno in esercizio, seppur parziale, di un impianto fermo da un decennio. La Regione ha finora garantito 7 milioni di euro per le operazioni di chiusura, inclusa quella provvisoria del terzo lotto.
