Non bastavano i precedenti intoppi che hanno caratterizzato l'avvio dei lavori per la riqualificazione dello stadio Nicola Lapi. Ora, un nuovo potenziale giallo si profila all'orizzonte, sollevato con preoccupazione dal gruppo Azione di Trani.
La segretaria del partito, Raffaella Merra, in una nota diffusa ieri, chiede chiarimenti urgenti al Sindaco Amedeo Bottaro e agli assessori e dirigenti competenti in merito a una presunta incompatibilità tra il nuovo impianto di illuminazione e il progetto del futuro manto in erba sintetica.
Secondo fonti ritenute attendibili da Azione Trani, il nuovo sistema di illuminazione, composto da quattro torri e progettato dalla ditta napoletana "Doppia C Impianti" di Cosimo Damiano Capacchione, potrebbe non essere compatibile con il progetto del terreno di gioco in sintetico, attualmente in fase di realizzazione a cura delle società "Soccer Trani" e "Rugby Bisceglie" (il campo, ricordiamo, è stato rifatto in erba naturale solo pochi mesi fa).
La situazione, se confermata, avrebbe del clamoroso. Da un lato, il progetto relativo ai fari sembrerebbe non poter essere modificato, pena la necessità di una nuova progettazione con un ulteriore esborso di circa 50mila euro. Dall'altro lato, anche il progetto del manto sintetico della "Soccer Trani" risulterebbe vincolato a una specifica gara d'appalto già vinta e non modificabile nei suoi connotati per adattarsi a un diverso tipo di illuminazione, con il rischio di esclusione dal bando stesso.
"Saremmo dinanzi alla classica sconfortante immagine di un cane che si morde la coda?", si interroga con amarezza Raffaella Merra, evidenziando il rischio di una nuova situazione di "incastri sfavorevoli" per il martoriato stadio tranese.
Il gruppo Azione di Trani dichiara di voler portare immediatamente questo "dubbio" all'attenzione delle istituzioni competenti, dal Sindaco al dirigente di settore, agli assessori, e, di riflesso, dell'opinione pubblica, affinché si faccia luce su questo ennesimo possibile "inghippo" che potrebbe ostacolare la realizzazione di uno stadio finalmente decoroso e funzionale per la città. La vicenda getta un'ulteriore ombra sul complesso percorso di riqualificazione dell'impianto sportivo tranese, già costellato da imprevisti e ritardi.


