Trani, 26 maggio 1929. Campionato 1928/1929. Terza Divisione Pugliese
TRANI-BITONTO 6-0
Arbitro: Donato Fornarelli di Bari
Reti: 16’ p.t. Ranieri 28’ p.t. De Marzo 41’ p.t. Ranieri 12’ s.t. Nanula 21’ s.t. Barluzzi 30’ s.t. Montanari (autorete)
Note: 8’ s.t. Mastroserio sbaglia un calcio di rigore; al 5’ del s.t. espulso Vitone; al 34’ del s.t. espulso Montanari
TRANI: Ugenti, Dell’Olio, Maurogiovanni; De Marzo, Chirienti, Maffei; Nanula, Ranieri, Lorusso, Barluzzi, Colella
All. Domenico Pietrarota
BITONTO: Chiummarulo, Antuofermo, Montanari; Vitone, Amendolara, Nacci; Gentile, Mastroserio, Puccioni, Speranza, Pansini
All.
Il Campionato di Terza Divisione 1928/1929 e’ il primo campionato in assoluto a cui partecipa il Trani e lo vince terminando in testa alla classifica a pari punti con il Bitonto. Per designare la squadra che salirà in Seconda Divisione e’ necessario uno spareggio viene quindi designata sede dello spareggio Molfetta, Campo Sportivo Apicella, 26 maggio 1929, inizio ore 16,00. E qui assistiamo ad un fatto inedito sia dal punto di vista sportivo sia da quello sociologico. L’interesse per la squadra di calcio cittadina aveva coinvolto tutti nessuno escluso; in città non si parlava d’altro ed a raggiungere il Campo Sportivo di Molfetta quel giorno furono oltre mille tranesi con ogni mezzo. La maggior parte raggiunse Molfetta con il treno, ivi compresi i calciatori che dovevano scendere in campo, ma le cronache raccontano che vi fu gente che si mise in viaggio in bicicletta, con lo Sciarabballo (una sorta di calesse) ed addirittura qualche temerario anche a piedi, contando poi su un passaggio di fortuna per il viaggio di ritorno. Il Campo Sportivo Apicella, che si trovava guarda caso proprio accanto alla Stazione ferroviaria, fu preso d’assalto e divenne una bolgia incandescente…. il centinaio di tifosi bitontini restarono allibi di fronte a quella fiumana di gente mai vista prima d’ora sugli spalti di un campo di calcio… figuriamoci poi in Terza Divisione. Va detto che il Direttorio nel comunicato che disponeva sede e data dello spareggio aggiunse che, in caso di parità, la partita sarebbe dovuta andare avanti ad oltranza, insomma per dirla in parole povere sarebbe dovuta terminare solo per sfinimento dell’avversario o per una concordata resa. Retaggio della Prima Guerra Mondiale che era terminata soltanto una decina d’anni prima. Sul campo non ci fu bisogno di tutto questo ma la superiorità sia tecnica che tattica del Trani costrinse il Bitonto, comunque, ad una resa incondizionata, del resto il risultato parla da solo. Purtroppo il Bitonto peggiorò la propria situazione nel secondo tempo, dopo aver sbagliato un calcio di rigore con Lorenzo Mastroserio si fece prendere dal nervosismo e subì due espulsioni che fecero terminare la loro gara in nove uomini. Il Trani nel finale di partita esercitò un fair play inusuale per l’epoca non infierendo ulteriormente sull’avversario (al quale avrebbe potuto rifilare altre reti) ma fini’ per traccheggiare a centrocampo in una sorta di melina in attesa del fischio finale da parte dell’arbitro.
Tripudio finale e squadra portata letteralmente in trionfo in Stazione per il controesodo in una sorta di eccitazione collettiva nella quale ognuno in seguito poté raccontare la propria personale storia. Per questa straordinaria impresa i calciatori non ricevettero nessun premio in danaro ma solo una medaglia-ricordo ed un lauto banchetto in un tipico ristorante a Colonna. Cose dell’altro mondo, pardon, dell’altro secolo.
Carlo Del Negro




