A conclusione delle recenti consultazioni referendarie, si riaccende a Trani la discussione sui criteri di nomina degli scrutatori. Il comunicato di Etica e politica, diffuso volontariamente solo oggi per non turbare lo svolgimento del voto, solleva interrogativi sulla trasparenza e l'imparzialità del processo.
Secondo quanto comunicato dal Segretario Generale il 28 maggio 2025, la Commissione Elettorale del Comune di Trani ha scelto gli scrutatori per i Referendum "tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori" sulla base di "designazioni predisposte dai componenti (omissis) e (omissis)".
Il presidente del gruppo firmatario del comunicato, Antonio Corraro, non nasconde la sua perplessità: "Non ci resta che prendere atto che l’individuazione degli Scrutatori sia stata frutto non della Dea Fortuna, che avrebbe sicuramente applicato criteri oggettivi e costituzionali quali: imparzialità, pari opportunità e trasparenza, ma di 'un’entità sovrannaturale' che avrà 'ispirato' i due Componenti della Commissione."
Pur riconoscendo che la legge consenta tale scelta discrezionale, Corraro la definisce "eticamente discutibile". Viene evidenziata la mancanza di trasparenza nel processo: non basta pubblicizzare la data della riunione con manifesti, ma sarebbe necessario informare la cittadinanza su quanti nominativi sono stati assegnati alle singole formazioni politiche, i nomi dei supplenti e i criteri di chiamata in caso di necessità, con specifica verbalizzazione.
Il comunicato critica l'eccessiva discrezionalità affidata a soli due componenti della Commissione per nominare 166 scrutatori effettivi e 50 supplenti, senza specificare i criteri di scelta.
Vengono poi elencati esempi di criteri adottati in altri Comuni d'Italia, che rispondono a principi di imparzialità e trasparenza, come: una percentuale di disoccupati; priorità a coloro che hanno manifestato preventivamente la disponibilità; percentuali dedicate ai bisognosi indicati dagli Uffici delle politiche sociali; rispetto della parità di genere anche nel sorteggio.
"Questi sono una parte di criteri che rispondono a pieno ai principi di imparzialità, pari opportunità e trasparenza, 'il resto è solo noia' eticamente molto preoccupante", conclude Corraro.
