Echi danteschi in «Ossi di seppia», di Montale (da un0idea dell’arch. Bepi Olivieri)
Eugenio Montale è sempre stato parco nello svelare le sue fonti; lo ha fatto con modalità elusive, ammettendo a posteriori delle ‘ascendenze’. Così ha dichiarato Montale «Devo dire che io, dopo aver letto giovanissimo la Commedia, l’ho lasciata poi da parte per parecchio tempo. Certamente, la sua lettura, sedimentata in me, ha avuto, per vie che è difficile definire, degli influssi».
Due sono le facce del dantismo di Montale: quella dell’influenza linguistica e tematica di Dante nella sua produzione in versi e quella dell’impegno di interpretazione dell’opera dantesca. Il problema allora sarà: quanto Dante abbia contato nell’esperienza di Montale e quanto il poeta genovese abbia contribuito all’esegesi dell’opera dantesca. Il prof. Claudio Fraccari ci aiuterà a fare luce su questi intriganti aspetti.
Un’occasione da non perdere: Teatro Mimesis alle 17.30, per lasciarsi condurre in un dialogo letterario che attraversa i secoli, ma che resta vivo e sorprendentemente attuale.

