Nel pieno della stagione estiva, a Trani, cittadini e turisti si trovano davanti a cancelli chiusi, barriere e accessi sbarrati che impediscono di raggiungere liberamente la spiaggia. Nonostante il mare sia un bene pubblico, tutelato dalla legge come inalienabile e accessibile a tutti, l’Amministrazione comunale continua a ignorare il problema, permettendo che interessi privati prevalgano sul diritto collettivo.
La responsabilità non è solo di chi chiude fisicamente un varco al mare: è soprattutto del Comune di Trani, che non interviene, non impone servitù di passaggio, non tutela i cittadini, venendo meno a un dovere fondamentale. La legge è chiara: il Codice della Navigazione, così come numerose sentenze, impone l’obbligo di garantire almeno un accesso pubblico per ogni tratto di costa. E invece qui il silenzio e l’immobilismo amministrativo continuano a calpestare un diritto sacrosanto.
Il risultato? Un mare “a numero chiuso”, dove chi può pagare entra e chi no resta fuori, come se la costa fosse proprietà privata. Ma il mare non appartiene a chi lo recinta: appartiene a chi lo ama, a chi lo rispetta, a chi lo vive.
Come presidente della lista civica Rispettiamo Trani, chiedo che l’Amministrazione comunale intervenga immediatamente, mappando gli accessi pubblici esistenti e ripristinando quelli chiusi o ostacolati illegalmente.
Trani ha bisogno di un’amministrazione che difenda i diritti, non che li lasci affondare nell’indifferenza.
Il mare è di tutti. E non può esserci rispetto per Trani senza rispetto per la sua gente e per i suoi spazi pubblici.
Angela Mercorio - Presidente della lista civica Rispettiamo Trani
