Si è spento a Milano nella serata di domenica 22 giugno, alla vigilia del suo 99° compleanno, Arnaldo Pomodoro, uno dei più grandi maestri della scultura del Novecento. A darne notizia è stata la Fondazione che porta il suo nome, diretta da Carlotta Montebello, che ha ricordato il Maestro come “una delle voci più autorevoli, lucide e visionarie dell’arte contemporanea”.
Pomodoro è stato un artista riconosciuto a livello internazionale, autore di opere iconiche come le Sfere di bronzo e gli Obelischi monumentali, esposti nei più importanti contesti urbani e museali del mondo: da New York a Parigi, da Hakone in Giappone fino al Vaticano. Nel 2005 fu insignito della Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte e ha insegnato nelle prestigiose università di Berkeley e Stanford.
L’obelisco a Trani a luglio del 2014
Ed è proprio una delle sue opere, un obelisco in bronzo e acciaio installato a Trani in piazza Re Manfredi elemento simbolico di apertura della mostra «Arnaldo Pomodoro, nei Castelli di Federico II», nel luglio del 2014 , all'epoca presente anche lo stesso artista durante l’inaugurazione e l’ex sindaco Gigi Riserbato.
L’evento si tenne dal 9 luglio al 30 novembre 2014. L'esposizione coinvolse tre castelli federiciani in Puglia: il Castello Svevo di Trani, Castel del Monte ad Andria e il Castello Svevo di Bari.
Oggi, mentre il mondo dell’arte saluta uno dei suoi protagonisti più visionari, Trani è chiamata a una riflessione: cosa resta dell’arte se manca la consapevolezza collettiva del suo valore?
Nonostante l'intento artistico, l'installazione dell'obelisco sollevò alcune critiche, un’associazione locale evidenziò come l'opera fosse un ostacolo alla fruizione di una manifestazione di breve durata, inoltre, la base dell'obelisco fu utilizzata come punto di riferimento per l'allineamento delle auto, trasformando l'area in un parcheggio non autorizzato.
L'installazione dell'Obelisco di Pomodoro a Trani ebbe un impatto significativo sulla città, suscitando sia apprezzamenti che critiche, al di là delle polemiche egli nella nostra città diede segno della sua grandezza, usando un linguaggio artistico unico, capace di fondere una raffinata geometria con una forza espressiva straordinaria.
