L'udienza preliminare sul caso della morte del giovane chef Raffaele Casale, avvenuta il 17 agosto 2016 in via Martiri di Palermo dopo una caduta in moto, si è aggiornata con la richiesta di rito abbreviato da parte dei difensori di due imputati.
Mario Malcangi rappresenta l’ingegnere Francesco Patruno, all’epoca dirigente del Comune di Trani, mentre Vito Antonio De Palma difende l’ingegnere Alessandro Guadagnuolo, allora amministratore di Amiu Spa. Entrambi sostengono di essere innocenti e hanno chiesto il rito alternativo.
Il Pm li accusa di concorso colposo in omicidio stradale, attribuendo la responsabilità alla mancata pulizia della strada dagli aghi di pino, che avrebbe contribuito all’incidente, considerando anche la velocità di circa 90 km/h di Casale. La giudice Lucia Anna Altamura aveva già segnalato questa condotta come causa concausale.
I difensori hanno richiesto il rito abbreviato prima ancora che il giudice Zeno si pronunci sull’eventuale rinvio a giudizio. Malcangi ha evidenziato che Patruno, in ferie al tempo, potrebbe non essere responsabile, chiedendo di riformulare l’imputazione. I difensori della famiglia di Casale si sono detti soddisfatti, confidando che il rito abbreviato in ogni caso accerti delle responsabilità.
L’udienza è fissata per il 12 novembre 2025.
