Trani sta per compiere una scelta che rischia di segnare il suo futuro in modo irreversibile. Con l’apertura imminente delle sedi locali di due colossi del fast food, McDonald’s e Burger King, ci troviamo di fronte a una trasformazione che minaccia non solo il nostro ambiente e la nostra salute, ma anche l’identità stessa di una città che ha fatto della lentezza e della sostenibilità il suo punto di forza.
L’apertura di queste catene, perfino nelle vicinanze delle scuole, solleva interrogativi importanti e inderogabili. L’offerta di cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e calorie vuote, che le catene come McDonald’s e Burger King propongono, rappresenta una minaccia diretta per la salute dei nostri bambini. Si finisce così per incoraggiare, più o meno esplicitamente, un modello che implica uno stile di vita sedentario e favorisce l’insorgenza di malattie croniche: e lo si fa, per di più, a pochi passi dalle scuole, che dovrebbero essere luoghi privilegiati di tutela e promozione di un’alimentazione sana ed equilibrata.
La questione è intimamente connessa alle scelte politiche, economiche e culturali. Trani, che ha deciso di far parte della rete “Cittaslow”, ha sempre messo al centro la qualità della vita e il rispetto per il territorio. Tuttavia, queste nuove aperture rappresentano un pericoloso passo enorme nella direzione della globalizzazione, dei profitti delle multinazionali e della standardizzazione dei consumi, rischiando quindi di perdere quel legame con il nostro territorio, la nostra cultura alimentare e il nostro impegno verso un futuro più sostenibile.
Il modello industriale estrattivo dei colossi del fast food non può che favorire una cultura del consumo rapace, incurante della biodiversità e delle ricchezze naturali del territorio.
La plastica monouso tornerà a crescere, la cementificazione non si fermerà e la catena del valore si allungherà sempre di più.
Chi sostiene che la cittadinanza ne uscirà illesa si sbaglia. Sarà un grave colpo per l’economia comunale, per le piccole realtà commerciali, che sono il vero motore dell’economia cittadina.
I nostri prodotti tipici, così come le tradizioni gastronomiche ed il lavoro artigianale della nostra ristorazione saranno impoveriti, a scapito di una concorrenza in cui chi vince è sempre miliardario.
Non possiamo quindi restare indifferenti dinanzi alle implicazioni politiche, culturali e morali che multinazionali come McDonald’s e Burger King portano con sé. Entrambe le aziende sono state accusate di sostenere indirettamente le politiche genocidarie israeliane, inclusi i recenti crimini contro il popolo palestinese. Il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions) ha chiesto a gran voce di boicottare queste aziende per non essere complici di violazioni dei diritti umani. Sostenere queste catene significa, purtroppo, supportare indirettamente politiche di oppressione e ingiustizia. Legambiente Trani fa un appello a tutti i cittadini: questa non è solo una battaglia contro McDonald’s e Burger King, ma una difesa del nostro futuro, dei nostri bambini e della nostra comunità. Non possiamo permettere che l’identità e la salute di Trani siano messe a rischio per il loro profitto.
Ora è il momento di agire. Non possiamo aspettare che qualcun altro decida per noi.
Abbiamo la possibilità di fare sentire la nostra voce, di farci sentire come comunità che si preoccupa davvero per la salute e il benessere dei propri cittadini. Unisciti a noi! Partecipa alle iniziative locali, condividi questo messaggio, e, se lo ritieni giusto, fai sentire la tua voce sui social, nelle piazze e nelle scuole. Sostieni il movimento BDS, scegli alternative che rispecchiano i valori di chi non distrugge il nostro futuro. Il tempo di agire è adesso, non domani. Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta.
Cristina Monterisi per Legambiente Trani
