Esattamente dieci anni fa, il 7 luglio 2015, Amedeo Bottaro nominava la sua prima giunta, denominata «delle competenze». Si trattò di un esecutivo non del tutto completato, fatto di assessori ciascuno nel settore legato alle proprie attività lavorative, una vera e propria trasposizione della giunta tecnica che Giancarlo Tamborrino aveva nominato vent'anni prima. Anche in questo caso, come per il generale, la durata di quell'esecutivo fu abbastanza limitata, e via via la squadra del sindaco, fra dimissioni e sostituzioni, assunse ben altra forma.
Quel pomeriggio, sull'affolato fortino della villa comunale, Bottaro presentò nell'ordine, così come li vediamo in foto, gli assessori De Biase, Tempesta, Di Michele, Di Lernia, Ciliento, Bologna e Distaso. Di quella squadra, soltanto Debora Cilento è rimasta attivamente in politica e oggi è consigliere e assessore regionale, mentre Felice di Lernia, che restò fino alla fine del mandato del Bottaro 1, oggi ha suo fratello Mino nella giunta del Bottaro 2.
Alcuni di quegli assessori hanno dovuto anche difendersi nel procedimento penale tuttora in corso, per l'affidamento in concessione di un locale annesso allo stesso fortino su cui avevano sfilato. Essi ne sono usciti ben presto con l'assoluzione con formula piena grazie al rito abbreviato. Per Bottaro ed altri due imputati, invece, il processo è ancora in corso per quanto riguarda l'ipotesi di falso ideologico.
«Sembra passata un'eternità», è il lapidario commento del primo cittadino che probabilmente, rivedendosi in questa foto, avrà compreso non soltanto quanto tempo sia passato dalla sua prima elezione, ma anche quanto profondamente sia mutato il suo modo di intendere il governo della città.
