Lino Patruno, uno dei padri fondatori del jazz italiano, insieme a una formazione d’eccezione «Lino Patruno Jazz Show» ha regalato al pubblico tranese una serata di musica autentica e appassionata, tra virtuosismo e leggerezza, in perfetto stile swing.
La sua carriera, iniziata negli anni ’50 a Milano con la Riverside Jazz Band e la Milan College Jazz Society, è costellata di collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi della storia del jazz mondiale, da Joe Venuti a Teddy Wilson, da Bucky Pizzarelli a Wild Bill Davison. Un talento versatile che ha attraversato i palcoscenici di tutto il mondo, passando con naturalezza dalla musica alla recitazione, dalla composizione alla regia.
Nel 2001 è stato nominato Accademico della Musica dall’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali. Dal 2003 tiene seminari sulla storia del jazz e delle colonne sonore presso importanti istituzioni culturali romane, come La Casa del Jazz, l’Università Tre e l’Università del Cinema a Cinecittà.
Patruno, artista poliedrico dalla carriera internazionale – musicista, attore, compositore, docente – ha sì diretto il concerto con la sua consueta eleganza, ma ha anche saputo lasciare ampio spazio ai suoi compagni di palco, gesto che conferma non solo il suo talento, ma anche la sua generosità artistica e la volontà di valorizzare l’ensemble.
Sul palco si sono alternati Mino Lacirignola alla tromba, Francesco Manfredi al clarinetto, Carlo Ficini al trombone, Sandro Binetti al pianoforte, Ilario De Marinis al contrabbasso, Michele Fracchiolla alla batteria e la voce calda di Cristina Lacirignola. Il risultato è stato un concerto intenso e coinvolgente, che ha riportato il pubblico alle origini del jazz classico americano.
Domenica sera, nella suggestiva cornice di Palazzo Beltrani, il grande jazz dunque è stato protagonista con un concerto che ha visto sul palco brillare non solo la musica: Patruno, ancora una volta, ha saputo essere non solo protagonista, ma maestro di scena e di stile.







