La festa patronale di San Nicola il Pellegrino illumina Trani con una serie di appuntamenti culturali che affiancano il tradizionale programma religioso e pirotecnico. In occasione della Notte di San Nicola 2025, la città ha riscoperto il volto più autentico e popolare del Santo Patrono, grazie a iniziative che uniscono spiritualità, arte e ricerca storica. Tra gli eventi di rilievo, la presentazione del libro “Nicola il Pellegrino. Storie e miracoli” (presso la libreria Luna di Sabbia, con l’autore Maurizio Di Reda
Un'opera che si propone di andare oltre la narrazione agiografica tradizionale:
“Un libro che racconta il lato popolare di San Nicola – ha spiegato Di Reda – ne indaga le fonti storiche, i miracoli e il rapporto con la cultura popolare. È importante ricordare che la canonizzazione di Nicola nasce prima di tutto dal popolo e solo in seguito viene riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa.”
Una figura, quella di Nicola il Pellegrino, che continua a ispirare anche a distanza di quasi mille anni dalla sua morte:
“Il suo messaggio è ancora attuale: è un esempio di semplicità, di essenzialità evangelica, di annuncio schietto del Vangelo in un’epoca segnata da forti lacerazioni tra la Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente. Nicola è stato – e resta – un ponte.”
Sul fronte artistico e museale, da segnalare le aperture straordinarie della Fondazione Seca presso il Polo Museale diocesano di Trani.
“Abbiamo deciso di aprire la Pinacoteca in occasione della festa patronale – ha dichiarato Graziano Urbano Direttore del Polo Museale– per offrire ai tranesi e ai visitatori la possibilità di ammirare non solo la prestigiosa tavola di San Nicola il Pellegrino, ma tutto il patrimonio artistico conservato qui, che racconta la storia dell’arte tranese.”
“Intanto, queste aperture straordinarie rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire un luogo magico, custode della nostra identità.”
Tra fede e cultura, la Notte di San Nicola 2025 ha saputo restituire ai cittadini e ai pellegrini una narrazione profonda e partecipata del Santo, non solo venerato, ma vissuto, attraverso la ricerca storica, la memoria artistica e il coinvolgimento popolare.
