C’è tutto il mondo di Vincenzo Salemme in «Ogni promessa è debito», la nuova commedia che l’attore e regista napoletano che sta portando con successo nei teatri italiani. Uno spettacolo che diverte senza rinunciare alla profondità, capace di far ridere di gusto e, allo stesso tempo, toccare corde emotive più intime, con la leggerezza intelligente che da sempre contraddistingue la sua scrittura.
Al centro della trama, una promessa fatta “per caso” — o forse per destino — che torna a presentare il conto dopo vent’anni, scombussolando la vita ordinaria di un uomo qualunque. Da qui parte un’escalation di equivoci, situazioni paradossali e dialoghi serratissimi, in un ritmo comico impeccabile che non perde mai mordente. Salemme, ancora una volta, si conferma maestro nel raccontare le fragilità umane con ironia e compassione. Il suo personaggio è quello di un uomo comune, combattuto tra dovere e desiderio, tra paura e generosità. E proprio in questa ambivalenza si inserisce il messaggio profondo dello spettacolo: le promesse non sono solo parole, ma semi piantati nel tempo che, prima o poi, chiedono di germogliare.
Accanto a lui, un cast affiatato e ben diretto, con tempi comici perfetti e una naturalezza scenica che valorizza ogni battuta. La scenografia, essenziale ma curata, accompagna il racconto con discrezione, lasciando spazio ai protagonisti e al fluire della narrazione.
In un’estate ricca di appuntamenti, il debutto della rassegna Gs23 Eventi non poteva scegliere un inizio migliore: Piazza Re Manfredi ha accolto il pubblico delle grandi occasioni, nonostante l’insolita temperatura fresca d’agosto Salemme ha saputo riscaldare l’atmosfera regalando teatro vero: quello che riesce a mescolare risata e riflessione, cuore e cervello, comicità istintiva e domande profonde.
Il testo è scritto con intelligenza e misura, dosando sapientemente il grottesco e il surreale, la tenerezza e la provocazione.
Non mancano momenti di autentico pathos, che Salemme gestisce con la maturità di chi ha attraversato mezzo secolo di palcoscenico, imparando da maestri come Eduardo De Filippo l’arte del “riso amaro”.
“Ogni promessa è debito” è molto più di una commedia divertente. È una parabola contemporanea travestita da farsa, uno specchio gentile che ci invita a pensare a ciò che diciamo, a ciò che promettiamo, e a ciò che davvero conta. Come da tradizione salemmiana, la vicenda è un perfetto equilibrio tra comicità e riflessione, grottesco e umanità, con un protagonista alle prese con le contraddizioni della coscienza, del senso del dovere e dell’etica popolare. Perché — come recita il titolo e come ammonisce la saggezza popolare — “ogni promessa è debito”, anche (forse) quella fatta mentre si dorme.





