La solidarietà letteralmente messa sotto i piedi, causando degrado e soprattutto vergogna. Accade quasi quotidianamente in via Pansini, nel pieno centro della città, davanti ad una porticina appartenente al complesso delle suore Figlie del Divino Zelo dell'Istituto Antoniano, fondato da Sant'Annibale Maria di Francia.
Si tratta di una delle due comunità dell'opera donata a Trani dal Santo messinese, poiché l'altra, dedicata agli orfani maschili, è quella presso il santuario della Madonna di Fatima. Ad oggi, la comunità accoglie 15 piccole ospiti, di cui quattro con le rispettive mamme. A loro, da sempre, la collettività tranese riserva particolare affetto e attenzione, attraverso donazioni di giochi, vestiti e accessori che possano fare al loro caso.
Ma troppe volte questo avviene in un clima di autentico caos, al limite della barbarie: infatti, autentici incivili, travestiti da presunti benefattori, buttano indumenti e oggetti accatastati davanti a quella porticina che è semplicemente di servizio e, in realtà, neanche viene usata.
Ed ignorano che, da ben oltre cinque anni, vi è invece un avviso presso l'ingresso principale di via Pietro Palagano - nella sua parte conclusiva che è in realtà un vicolo cieco che si chiude proprio con il cancello della struttura religiosa -, su cui è scritto in maniera molto chiara che le donazioni vanno portate lì e che lo stato dei beni deve essere nuovo, o quasi pari al nuovo.
Purtroppo, quello che invece accade in via Pansini è la fotografia di una discarica a cielo aperto, frutto di una clamorosa ignoranza che, purtroppo, sembra estesa a fin troppi cittadini che si comportano allo stesso modo.
Una delle religiose, rispondendo al telefono del cronista, conferma che «non sappiamo più come comunicare correttamente che da oltre cinque anni il nostro modo di ricevere le utilità è cambiato e non avete idea di quante volte ci rivolgiamo all'amministrazione comunale e alla polizia locale perché trovino un modo di porre fine a questo fenomeno. Spesso tocca a noi pulire su quel marciapiede, altre volte per fortuna ci pensa Amiu».
Intanto, una cittadina ci fa sapere di avere inviato anche una Pec al Comune chiedendo fototrappole, «ma l'unica cosa che ho ottenuto è che Amiu viene a togliere questi rifiuti su chiamata».
L'Istituto antoniano femminile esiste da 115 anni ed è nel cuore della comunità cittadina. Ed allora sorprende, ma allo stesso modo addolora, il fatto che tanta parte della collettività tranese ancora non conosca l'abc del buon senso e della discrezione.


