Si è spento a 94 anni Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi fotografi italiani del Novecento, testimone e partecipe delle trasformazioni sociali del Paese.Il suo sguardo era rivolto ai margini, ai fragili, ai dimenticati. L’uomo prima dell’immagine, il contenuto prima della forma. Ha lasciato oltre due milioni di scatti, prediligendo sempre il bianco e nero, che considerava più intimo e incisivo rispetto al colore: «Il digitale è freddo, metallico. La pellicola è più morbida, più plastica».Fedelissimo al bianco e nero, Berengo Gardin si dichiarò sempre contrario all’uso di Photoshop, soprattutto nel reportage.
A rendere omaggio a Berengo Gardin anche il Palazzo delle Arti Beltrani di Trani, che da aprile ospita una mostra dedicata al suo lavoro. In accordo con il sindaco Amedeo Bottaro, il museo ha annunciato la chiusura per tre giorni in segno di lutto e gratitudine. Le visite riprenderanno domenica 10 agosto alle ore 16:00.
«Addio a Gianni Berengo Gardin
Con profonda commozione apprendiamo della scomparsa del maestro Gianni Berengo Gardin, gigante della fotografia italiana e voce poetica capace di raccontare con il suo obiettivo la bellezza e le contraddizioni del nostro tempo.
Un riferimento imprescindibile per generazioni di artisti in tutto il mondo.Il Palazzo delle Arti Beltrani, che dal mese di aprile ospita una mostra dedicata al suo straordinario lavoro (grazie alla generosità dell’Archivio), intende rendergli omaggio in modo sentito e rispettoso.
In accordo con il Sindaco della città di Trani, Amedeo Bottaro, il museo resterà chiuso al pubblico per tre giorni in segno di lutto e gratitudine.
Le visite riprenderanno domenica 10 agosto alle ore 16:00.
Un pensiero affettuoso a Susanna Berengo Gardin, nostra recente e gradita ospite, e a tutta la famiglia.
Oggi ci lascia un uomo, ma resta immortale il suo sguardo sul mondo».

