L’Italia intera oggi si stringe nel ricordo di Pippo Baudo, scomparso a 89 anni. Con lui se ne va non solo il conduttore più amato della televisione, ma un simbolo della nostra cultura popolare, capace di attraversare generazioni e di entrare con naturalezza nelle case e nei cuori di milioni di italiani.
Baudo è stato l’uomo dei record: tredici Festival di Sanremo condotti, decine di programmi rimasti nella storia, talenti scoperti e lanciati con lo sguardo lungo di chi conosceva l’arte dello spettacolo come pochi altri. Era il Pippo nazionale, un compagno di viaggio per un Paese intero che, passo dopo passo, stava costruendo la televisione italiana d'altri tempi: pulita, elegante, mai volgare.
Il suo intuito da pigmalione ha portato sul palcoscenico artiste e artisti che ancora oggi rappresentano l’emblema di un’Italia fatta di talento e competenza. Con lui se ne va un pezzo di storia del piccolo schermo, il conduttore che più di tutti ha saputo incarnare l’idea di un intrattenimento popolare ma di qualità, capace di lanciare nuove voci e accompagnare il pubblico per oltre sessant’anni.
Esattamente 60 anni fa, l’8 agosto 1965, Trani si affermava come capitale della musica e dello spettacolo. Era l’anno del Festival di Trani, una delle massime manifestazioni canore nazionali, fortemente voluta dall’allora sindaco Francesco Paolo Mongelli.
A presentare quella kermesse fu proprio un giovane Pippo Baudo, che già mostrava il carisma, la sicurezza e il talento che negli anni successivi lo avrebbero reso il “Superpippo” della televisione italiana. L’evento si tenne al “Teatro dei Giardini” di piazza Plebiscito e vide esibirsi star del calibro delle gemelle Kessler, Sergio Endrigo, Nico Fidenco, Little Tony e l’imitatore Alighiero Noschese. Ad accompagnare i protagonisti c’era l’orchestra di Jacqueline e Totò Savio, quest’ultimo un futuro celebre compositore e membro dei mitici Squallor.
Alla Lampara, lo storico locale sul mare, Baudo accompagnò con entusiasmo e professionalità le voci e i volti della canzone italiana, contribuendo a proiettare Trani sotto i riflettori nazionali. Baudo tornò a incrociare la storia tranese anche con la celebre Festa delle Caterinette, manifestazione che attirava grandi nomi dello spettacolo e della musica, figure destinate a lasciare un segno nella cultura popolare italiana. Tra questi spiccava proprio Pippo Baudo, giovane presentatore che in quegli anni muoveva i suoi primi passi in una carriera destinata a diventare leggendaria. Con la sua voce calda, la sua eleganza e quella capacità innata di tenere il pubblico con sé, contribuì a rendere le “Caterinette” un appuntamento di richiamo nazionale. Le “Caterinette” non furono solo un evento mondano, ma il simbolo di un’Italia che sognava e cresceva con leggerezza, eleganza e talento.
E in quell’Italia c’era sempre lui, il Pippo nazionale, che seppe dare voce e forma a un sogno collettivo.
