Prima volta di una conferenza stampa da parte di «Trani Tradizioni», associazione culturale nata a Trani nel 2005 con l’obiettivo di riscoprire e rievocare le antiche tradizioni e gli avvenimenti storici più importanti della città di Trani.
Il presidente Giuseppe Forni lunedì 18 agosto nel salone del Santuario Madonna di Fatima di Trani ha voluto fornire chiarimenti in merito ad alcune criticità sorte soprattutto durante l’ultima sera della «Settimana medioevale» precisando che la manifestazione non si chiama l’incendio al castello che è invece solo uno dei momenti della rievocazione storica.
Forni ha subito sottolineato un concetto: «Le due manifestazioni (Calice di San Lorenzo ndr) non si potevano tenere in contemporanea nello stesso luogo, specie nella giornata di domenica; sapevamo che calici si sarebbe tenuta il venerdì e il sabato; solo a fine giugno dai manifesti in giro per la città abbiamo appreso e visto che le date fissate per calici erano il 9 e il 10; è stato rischioso, mettendo in pericolo il cittadino e non solo in quanto anche gli operatori della polizia locale hanno rischiato; non si può mettere in ginocchio una città.
Grazie al buon Dio non è successo nulla visto il grande afflusso in piazza.»
Poi ha proseguito:
«Trani Tradizioni ha comunicato il 24 settembre 2024 le date dell’edizione 2025; nessuno ha risposto dicendo che vi era altra manifestazione concomitante; a maggio 2025 nella richiesta di utilizzo di suolo pubblico di piazza Duomo abbiamo richiesto che non vi siano sovrapposizioni con altri eventi nel luogo richiesto per ragioni di sicurezza.
Gli organizzatori dell’altra manifestazione hanno presentato domanda di utilizzo suolo pubblico il 31 luglio 2025.
L’associazione Trani Tradizioni ha avuto il buon senso di fare diversi passi indietro per il bene comune, per la sicurezza pubblica. Ad esempio il corteo storico al rientro si è fermato in piazza Mazzini perché le strade limitrofe erano intasate di auto ed era impensabile il contemporaneo passaggio di auto e pedoni. Il centro storico andava chiuso.
Le tante criticità sono nate perché qualcuno ha permesso una concomitante manifestazione sullo stesso sito. Le cose vanno ponderate, concordate, condivise.
La conferenza è per chiarire ai cittadini che se fosse successo qualcosa la colpa non era di Trani Tradizioni.
L'associazione è apolitica; forse per questo ci mettono i bastoni fra le ruote; forse perchè non siamo legati a nessuno. Noi lo facciamo solo ed esclusivamente per Trani, per la crescita dei ragazzi, per la cultura tranese.»
Il presidente Forni ha fornito alcune anticipazioni riguardo l’edizione 2026: «Le date sono il 7, 8 e 9 agosto. Ma se ci saranno loro non ci saremo noi. Non ci deve essere concomitanza di eventi nello stesso luogo.
E la promessa di realizzare due giorni dell’«incendio al castello». Un giorno sarà dedicato esclusivamente ai diversamente abili, alle famiglie con bambini che quest'anno non hanno potuto assistere allo spettacolo.»
E qualora piazza Re Manfredi dovesse essere cantierizzata per i lavori di nuova pavimentazione e successiva pedonalizzazione l’edizione 2026 non rischia di fermarsi, almeno per quanto riguarda la rievocazione storica del matrimonio di Re Manfredi.


