Promesse mantenute nella serata emozionante svoltasi nella suggestiva «Corte Davide Santorsola» proposta dal calendario della stagione artistica di Palazzo delle Arti Beltrani. Alma Donna, il progetto messo in scena da Lisa Manosperti e Badrya Razem è riuscito ad esaltare in pieno "l'anima" delle donne con un intreccio di suoni e colori nato dalla fusione di due voci straordinarie. «Due voci soliste - come hanno affermato sul palco - che hanno deciso di collaborare insieme e proporre un repertorio vasto e trasversale, cercando di trasmettere, insieme alle due voci di donna, il concetto delle parole pace, serenità e bellezza, alla ricerca di un mondo migliore, più vivibile».
Un concerto che celebra la forza creativa delle donne nella musica, tra tradizione e innovazione, un viaggio musicale e sensoriale con un repertorio, composto da brani d’autore e composizioni originali, che varia tra tradizione e innovazione e che si sviluppa in un percorso che, non solo omaggia le grandi donne della musica, ma riflette sul ruolo della donna nell’arte e nella società. Alma Donna è un progetto che vibra di anima e identità e che invita il pubblico a lasciarsi attraversare da emozioni, memorie e visioni, creato da due interpreti profondamente diverse per origini e percorsi, ma unite da una sensibilità artistica che trascende i confini del genere e della geografia.
Lisa Manosperti, voce pugliese intensa e vibrante, insegnante di canto e artista raffinata che ha conquistato il cuore del pubblico italiano grazie alla sua partecipazione a «The Voice Senior». Badrya Razem, italiana di origini algerine, è una delle voci più evocative della scena contemporanea. La sua vocalità calda e spirituale ha incantato platee e critici, fondendo jazz, canto d’autore e suggestioni mediterranee. Per lei si è trattato di un ritorno sul palco di Palazzo Beltrani.
Accanto alle due protagoniste, un ensemble di musicisti di altissimo livello: Michele Campobasso al pianoforte, Giovanni Astorino al violoncello e Giovanni Chiapparino alle percussioni. Tre strumenti che, pur nella loro classicità, diventano veicolo di sperimentazione e dialogo, creando un tessuto sonoro che avvolge, sostiene e amplifica le voci attraverso un perfetto viaggio musicale e sensoriale.





